scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

             chi siamo

sabato 22 gennaio 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

La pergola della terrazza dell’Ospizio di San Luigi
                                  (guarda l'acquarello)


Alberi, pergole e giardini che unitamente alla vegetazione spontanea costituivano la ridente allegrezza delle sponde tiberine. Qui è una di quelle pergole. Stava sulla terrazza dell’Ospizio di San Luigi, ben curata e sorretto da un rustico colonnato e si affacciava sulla sponda sinistra risultando l’Ospizio compreso nell’angolo tra Ponte Rotto e l’Isola Tiberina, ben visibile nella veduta assieme ai due ponti.

L’Ospizio di San Luigi Gonzaga si trovava presso quello di S. Galla anche se era da questo completamente indipendente. “Accoglie durante la notte e da ricovero e letto a quelle povere donne che non ne avrebbero”, informava il cardinale Carlo Luigi Morichini nel suo volume “Degli Istituti di carità oper la sussistenza e l’educazione dei poveri e dei prigionieri in Roma”, apparso in “novissima edizione” ancora nel 1870. Codesto istituto, continuava, “è ancor più importante di S. Galla, come può intendersi facilmente. Esso è in tutto capace di 60 letti poiché ha tre dormitori e una camera di riserva. Ha altresì una cappella, una camera di trattenimento ed un giardino”. Era stato fondato nel 1731 da un gesuita fiorentino. E a questo punto il Morichini scendeva in particolari chiaramente rivelatori di un mondo che sembra ormai molto lontano dal meccanismo cosiddetto civile e moderno dei nostri tempi.
“Le povere dinne”, scriveva, “che sull’avemmaria dsi presentano, sono ammesse finchè vi sia luogo; però sino a ora nessuna è stata respinta. Si escludono solamente le rognose, le tignose, le gravide e la malate per le quali si hanno altri istituti. Esse deggiono recare una testimoniale dal Parroco se romane, dalla Polizia se forastiere. Le ricoverate” (ed un peccato che Roesler Franz non le abbia ritratte su quel terrazzo) “fatte alcune poche preci e nelle lunghe sere d’inverno udita una lettura spirituale, s’inviano ai letti assegnati che formansi come quelli di S. Galla e che mutansi se cambiano le ospitate. La mattina appena levate odono la S. Messa colla recita di alcune orazioni; poscia abbandonano il pio luogo. Una volta al mese si accostano ai Sacramenti; e in quel dì si da loro un cinque soldi a testa per compensarle del guadagno che avrebbero forse fatto lavorando in quel tempo; e nelle feste di S. Luigi Gonzaga e di Maria Immacolata dieci soldi in dono”.


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


 


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

fuori porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zetema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema