sabato 26 febbraio 2011
Roma sparita
Chiesa
di S. Giovanni dei Fiorentini vista da S. Spirito
Siamo al gomito dei Fiorentini nell'ansa di S. Spirito. Un punto tra i pił veduti e goduti del paesaggio tiberino di un tempo. Sia pure a sponde invertite, la scena ripercorre a grandi linee il cammino di quella precedente. La fuga del fiume alla curva sotto il Gianicolo di fronte a Palazzo Salviati sottopassando il ponte in ferro e salutando l'elegante mole di S. Giovanni dei Fiorentini. Di fronte a questa chiesa termina oggi il rettifilo di via Giulia. Allora senza incontrare incroci o ostacoli di sorta, passava oltre per finire affacciato sul fiume, quasi in bilico sulla ripa.
Quelle case infittivano attorno a una Via Paola che andava direttamente dalla piazza antistante la chiesa di S. Giovanni all'altra di Ponte S. Angelo. E riceveva come affluenti i vicoli di Civita Vecchia, del Granchio, del Carciofo, delle Telline e l'Arco dei Banchi. C'era pure una chiesetta di S. Orsola, o di S. Orso, lassł al vicolo del Consolato ma chiesa e casa, tutto verrą spazzato via dal solito passaggio abbinato lungotevere-muraglioni. Oltre a fare i conti stavolta con lo sbocco sul fiume del nuovo Corso Vittorio Emanuele. Un terremoto al quale si aggiungeranno durante il ventennio fascista certi interventi che mostrano tuttora ferite insanabili. Tuttavia, quasi a perpetuare il particolare carattere di quel popolo, al Vicolo del Granchio, o del Grancio, il 13 gennaio 1884 nasceva Ettore Petrolini,. Appena un anno prima di quelle segnato sul presente acquarello.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori