sabato 16 aprile 2011
Roma sparita
Ai
Prati di Castello dove sorgerà il Palazzo di Giustizia
Il tema e il territorio dei Prati di Castello sono stati poco trattati
in letteratura o svolti in pittura. Se si tolgono alcune superbe
aristocratiche sei-settecentesche del Van Wittel. Tanto più grati
dovremo essere nei confronti di Ettore Roesler Franz per averci dato
anche lui validi ritratti di una zona rimpianta e così poco conosciuta.
Vigne, orti e un’estesa Villa Altoviti.
“Nel 1879 il Tevere inondò la parte bassa di Roma e le acque invasero il
cortile di casa nostra”, ha commentato Alberto Theodoli nel volume A
cavallo di due secoli, “tanto che dovemmo uscire in barca con grande
giubilo di noi piccoli e con altrettanta disperazione dei grandi. Oggi
Roma è al sicuro dalle piene del Tevere”, continua, “ma le belle sponde
tra le quali scorreva il Pater Tiberinus e che io vidi con i miei occhi
di fanciullo quando accompagnavo mio padre a caccia alla quaglie nei
prati dietroil Castello, sono scomparse. A ricordarle non restano che
gli acquarelli di Roesler Franz al Museo di Roma”.
Il pagliaio, il boschetto, il contadino al lavoro, il grande pino, il
mulo che si abbevera, lo spicchio di fiume con le imbarcazioni i
campanili e le case sull’opposta sponda, ancora intoccata, fanno di
questo acquarello uno dei messaggi più toccanti della Roma sparita. E la
preoccupazione di trasmetterlo nell’approssimarsi del “diluvio”,
toccherà pure Onorato Calandi che dipinse a sua volta un acquarello che
riprende la stessa zona dove poi sorgerà il Palazzo di Giustizia, annota
anche lui, ma vista dal letto del fiume, non da terra.
L’originale reca ancora incollata sulla parte posteriore l’etichetta di
invio all’esposizione londinese del 1904. Conosciamo così che questo ò
l’acquarello numero 12 della Seconda Serie. “Prati di Castello. Where
the Courts of Justice are being built”.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori