domenica 19 giugno 2011
Roma sparita
Case
medievali a S. Cecilia
Un tempo, molto più di oggi, andare in Trastevere, penetrare nel fitto tessuto delle sue case, significava veramente entrare in una città-rione tanto diversa dall'attuale. In un altro mondo. Caratterizzato da un impianto urbano ancora ricco di elementi medievali e dagli abitanti, "razza" tutta particolare. Senza trascurare che Ripa Grande, già Ripa Romea, era il vero grande porto di Roma. Un porto con tanto di lanterna, scomparsa quando la costruzione dei lungotevere, pur salvando finalmente la città dalle periodiche inondazioni, ridusse ad un corso d'acqua senza carattere il fiume del mito e della storia.
Proprio in questo quadrante trasteverino di sud-ovest si ritrovava una zona paciosa di chiese, di case e di conventi raccordati fra loro dal benefico verde dei giardini e degli orti. I francescani ne avevano uno smisurato, di orto, che copriva tutta l'area alle spalle dell'Ospizio di San Michele. E poi questa esemplare corona di chiese che riuscivano a convivere con la vita tutti. S. Giovanni dei Genovesi, dal magnifico chiostro rifugio delle genti liguri che arrivavano qui per mare. S. Cecilia con tutte le sue religiose glorie e l'affresco nascosto del Cavallini (e nascosto rimasto), meraviglia della pittura di tutti i tempi. S. Maria dell'Orto consacrate ad alcune Università di Arti e Mestieri, oggi stretta d'assedio da alcune terrificanti costruzioni. E la piccola S. Maria in Cappella, scampata per miracolo alla falcidia dei lungotevere. Ci si arrivava, e ci si arriva tuttora, dal fiume imboccando Via dei Vascellari. Ma non bisogna lasciarsi ingannare. Nessun vascello va riferito al nome della strada. Si tratta invece di vasellari, vasai, "bocalettari" cioè fabbricanti di bocali; brocche e brocchette. In terracotta. Processione dei Bocalettari si diceva infatti quella del Corpus Domini che si svolgeva nel Rione interamente a spesa dei Vascellari. L'Università in prima fila tra le Arti e Mestieri della città; e forse lo sarebbe stata ancora di più se Meir Magino non avesse dato vita, sulla fine del 500 a quei recipienti di vetro da cui discendono in linea diretta il "litro" e relativi sottomultipli che regnano tuttora sulla tavola dell'osteria romana. Anche se il bocale continuò a esistere, come misura per i liquidi, equivalendo a 3 Mezzi o a 4 Fogliette. Ricordate il sonetto belliano in morte di Sor Meo che in gioventù era stato anche lui "vascellaro"? "Er pittor de Trestevere, Pinelli/ è crepato pe' causa d'un bucale". Appena due litri, ma in più del solito.
Quasi contraltare laico, di fronte alla Basilica consacrata alla santa della Musica, le case medievali costituiscono i gioielli di una particolare tecnica costruttiva. Utilitaristica e affascinante. Quando per necessità di difesa le case si accostavano alle torri o venivano ad esse incorporate. Magari con una trasparenza di porticati e le colonne bene in vista. Materiale in gran parte riutilizzato sottraendolo alle rovine del mondo classico. Il colpo d'occhio di queste "casette" ha sempre costituito un punto di forza nel pittoresco di Trastevere. Incrementato nell'acquarello di Roesler Franz, dallo spettacolare carretto di verdure. Purtroppo un ripristino troppo impegnato ha tolto loro di recente il colore dei secoli, la patina irrecuperabile del tempo.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori