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venerdì 24 giugno 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Via della Lungaretta

                                                    guarda l'acquarello

Appariva chiara, chiarissima e omogenea, la topografia trasteverina pure in certa sua irregolarità, prima del taglio di Viale del Re (Viale Trastevere), della creazione di Piazza Sonnino - Gioacchino Belli, in testata di Ponte Garibaldi, e della realizzazione dei lungotevere. Una trasversale est-ovest con rigido andamento rettilineo l'attraversava tutta. In leggera angolazione usciva con il nome di Via della Lungarina da Ponte Rotto ancora praticabile (tre arcate superstiti e travate metalliche complementari), per prendere dopo un breve tratto quello di Via della Lungaretta. fino a S. Maria in Trastevere, in contatto diretto con gli orti di laggiù. Regina assoluta delle strade trasteverine, la Lungaretta procedeva senza contrasta in un ambiente carico di vita pittoresca e primordiale. Case, palazzi, chiese e torri generavano a loro volta le strade affluenti che portavano dagli immediati dintorni gli echi della vita fluviale. Di questo intricato impianto urbano ci rendono edotti gli acquarelli di Roiesler Franz, come ci soccorrono pure le piante topografiche dell'epoca nonchè un originale volume pubblicato a Roma nel 1846, "Corografia di Roma, ovvero descrizione e cenni storici de suoi monumenti colla guida ai medesimi mercè di linee stradali".

 

Nell'acquarello c'è già un eccezionale campionario di quel mondo. L'edicola mariana, la torre (degli Alberteschi?) di compatta cortina appena segnata dalle mensolette del marcapiano. Una vera tipologia di finestre. Qualche fiore e tanti panni sciorinati. Il lampione a gas in alto e il fanale rosso su uno dei soliti "buchi" delle strade romane. Poi le tabelle toponomastiche. Via della Longaretta. E le scritte. L'insegna di un caffè; sulla destra risulta deformata dalla prospettiva ma i manifesti elettorali rivelano chiaramente i nomi del cav. Agostino Mercandetti, dell'ing. Giuseppe Giacomini, di un Gaetani (?).

 

Siamo in una delle giornate piovose di cui spesso si compiace Roesler Franz. Il selciato ne risulta lucente e le pozzanghere riflettono lembi di cielo livido. Tanti ombrelli. I passanti attraversano infreddoliti e frettolosi ma i venditori tengono duro ai loro banchi, alle loro mercanzie. Quello a sinistra se la fuma perfino, quasi beato.

 

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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