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venerdì 22 luglio 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Ingresso di Palazzo Mattei in Trastevere

                                   guarda l'acquerello

 

Un portale carico di antica gloria, anche se ora mostra senza veli il decadimento causato dall’abbandono dei secoli. Le scritte parlano chiaro. EST LOCANDA dice un cartone raggrinzito. LETTI D’AFFlTTARE P. 3, si legge nella stinta targa di lamiera, giallo su fondo nero. Ancora più chiaramente parlano i panni che pendono sulla porticina segnata col numero 187. E quel piccolo vaso di fiori ci si trova proprio spaesato.


Siamo al civico numero 188 di VIA DELLA LONGARETTA. Spicca sul portale lo stemma dei Mattei, che abbandonarono poi queste loro case per passare sull’altra riva, in zona Circo Flaminio, presso le Botteghe Oscure. Una casata i cui rappresentanti ebbero tra l’altro la curiosa e lucrosa carica di "Custode e supremo Comandante Perpetuo delle Compagnie dei Ponti Quattro Capi, S. Maria, Ripa, Ripetta e Marmorata"


"Svoltando il canto per via della Lungaretta", annotava Baracconi negli stessi anni di Roesler Franz, "vedi sull’architrave d’un vecchio portone scolpita l’arme de’ Mattei, una scacchiera con sbarra traversa, ti trovi d’innanzi alla dimora d’una delle più potenti e torbide famiglie del vecchio Trastevere. La storica casa che, un quaranta anni addietro", continua
sempre Baracconi, "serviva di locanda col titolo esilarante della "Sciacquetta", protraevasi in origine fino a piazza delle Gensole, detta già della Molara da un feudo di Casa Mattei; ne usurpa adesso il luogo un accozzo deforme di costruzioni moderne".


In epoca recente si e tentato un accurato restauro di tutto il complesso. Promotore e data si leggono su un grande frammento marmoreo incastonato sulla facciata: ILO. G. NVNES. R. A. MCMXXVII. Mentre al numero 11 di Piazza della Gensola, sul peperino di quegli interventi, é
inciso uno strano numero che può essere letto sia come 1246 che come 1926. Un 1926 che appare anche sullo stipite destro del portale, nell’acquarello di Roesler Franz, e che ovviamente non può venire interpretato come una data.

 

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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