sabato 27 agosto 2011
Roma sparita
Avanzi
della casa degli Anguillara sul Tevere
L’orgoglio degli Anguillara, case casato torri e
leggenda, fronteggia la mole assolvente e conciliante di S. Crisogono,
con il suo campanile a cuspide e le bifore accoppiate dell’ultimo
ripiano bene in vista. E chiesa e fortezza vorrebbero rispecchiarsi
insieme nelle acque torbide
del fiume, tenute a bada dalle alte ripe, rinforzate da antiche mura, da
sopravvissute sostruzioni, sulle quali il verde attecchisce felicemente.
Un impasto ghiotto per l’artista. Forse quelle parziali difese si
dimostrarono inefficienti contro l’ardore travolgente delle piene, ma
quanto più godibili apparivano dei futuri muraglioni, che proprio in
questo riquadro si leveranno gelidi, quasi all’aggancio con Ponte
Garibaldi.
La veduta è in piena luce. Lo dicono pure le brevi
ombre dei passoni piantati verso la riva. Un grosso barcone risale la
corrente recando a rimorchio un’altra imbarcazione. Un marinaio si
affanna sulla rudimentale barra del timone. E il sentimento di Roesler
Franz proprio su quel barcone ha voluto lasciare la propria firma. Sul
fiume tanto amato, eppure affossato tra due sponde fitte di case, in un
meandro di vie, vicoli, strettoie e piazzette. Proprio in uno
di quei meandri, verso Piazza Mastai, poi spazzato via dalla costruzione
di Viale del Re, ora di Trastevere, venne a nascere il 26 agosto 1880,
alle cinque antimeridiane, Guglielmo Alberto Dulcigni, che sarebbe stato
universalmente conosciuto come Guillaume Apollinaire. E sarà subito
affidato alle cure di "una donna domiciliata al numero 8 del Vicolo
cieco" presso quella piazza. Il poeta francese terrà poi sempre a
rammentare quelle sue origini romane-trasteverine.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori