venerdì 23 settembre 2011
Roma sparita
Vecchie
case presso la Lungaretta
Ci troviamo in uno degli affluenti della Lungaretta, con visione diretta sull’altra sponda del fiume. Come dimostra l’obiettivo finale, costituito dalla cupola di S. Carlo ai Catinari. Obiettivo comune, lo abbiamo visto, anche a Via di S. Bonosa e all’Arco dell’Annunziata. Esclusa la prima, non potrebbe essere proprio questa la Via dell’Arco dell’Annunziata, già ritratta da Roesler Franz nella sua parte iniziale, presso la Lungaretta?
La scena e i personaggi potrebbero ancora una volta avvalorare le
veristiche, spietate annotazioni, che Emile Zola metterà insieme dieci
anni più tardi, peregrinando sui luoghi, per scrivere il romanzo Rome.
Un’aria stagnante, una degradazione assoluta negli edifici. Le donne
si ingegnano come possono, forse più degli uomini. Una bambina è
impegnata con la grande pozzanghera. Un gioco da nulla. E due altre
bambine guardano. Il pittoresco in altri tempi poteva pure far
innamorare, ma ora, allo scadere del secolo, quella malinconia,
quell’ignavia, spingevano quasi a desiderare il rapido realizzarsi di
drastiche soluzioni urbanistiche del resto gia decise e ratificate. E
queste case si trovavano proprio sull’orlo del cratere tiberino.
Quell’orlo che sarà troppo abbondantemente ritagliato, e più tardi
troppo squallidamente rivestito, passando da un eccesso all’altro.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori