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domenica 02 ottobre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Arco dei Tolomei

                                      guarda l'acuarello

 

Scena un po’ diversa dalle solite. Più "pulita", più sgombra, e contrassegnata dalla assoluta presenza dell’Arco dei Tolomei. Tutto in laterizio, con le caratteristiche volte, e le superstiti
mensolette di pietra sulla facciata. L’arco che ha dato pure nome alla via che va dalla Lungaretta ai Salumi. E l’abbiamo gia vista nascere in altro acquarello. La giovane con grembiule
bianco, cresta e collarino, cameriera o governante, ha condotto il bambino a giocare col cerchio. Senza dimenticare di cogliere i fiori del cesto. l due giovani a destra fanno scena a parte, mentre sotto l’arco una donna contratta con un venditore ambulante.


Verso Via Anicia un basso orizzonte di muri di recinzione. Orti e giardini. E nella assolata calotta delimitata dall’arcuazione, spunta, quasi piantato in quel verde, il campanile romanico di S. Cecilia. Con le triplici aperture dei suoi ripiani, e leggermente fuori sesto. Come effettivamente risulta.
 

Qui Trastevere resterà in gran parte immutato, ma cambierà altrove. Infatti Zola lo troverà già molto cambiato, anche se il trapasso dal vecchio al nuovo si stava dimostrando sempre più problematico.


"Déja le Transtévere était bien changé", scrive nel romanzo Rome, "des voies nouvelles l’éventraient, des prises d’air pratiquées at grands coups de pioche, qui le pénétraient de nappes de soleil. Ce qui en restait semblait plus noir, plus immonde, au milieu de ces abatis de maisons, de ces trouées récentes, vastes terrains vagues, ou l’on avait pu reconstruire encore. Cette ville en évolution l’intéressait infiniment", fa dire ancora Zola al protagonista del suo romanzo. "Plus tard sans doute, on achéverait de la rebatir, mais quelle heure passionnante, celle ou la vieille cité agonisait dans la nouvelle, a travers tant de difficultés!".


Una frase quest’ultima che dimostra quanto Zola avesse capito Roma, e non soltanto la sua Roma! Una frase degna del sentimento di un poeta, e che aiuta pure alla comprensione e all’apprezzamento dell’opera di Roesler Franz, quasi tutta portata a termine in quel delicato
trapasso. Per questo abbiamo messo queste parole anche in testa al volume.


 

da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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