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sabato 15 ottobre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Un arco del corridoio di Borgo

                                                    guarda l'acquarello

 

Uno degli archi fatti aprire da Pio IV, Medici (da cui le araldiche palle dello stemma)? attraverso il cosiddetto Corridoio, o Passetto di Borgo. Sorto sulle antiche mura Leoniane, il "corridoio" collegava direttamente i palazzi apostolici con Castel S. Angelo. E. se ne potè sperimentare l’utilità anche durante il Sacco famoso del 1527. Qui le mura, sedimentate da elementi medioevali, e l’arco, lo stemma, la copertura, costituiscono un quadro predominante nel panorama del Rione. L’arco, oltre la breve prospettiva delle case, inquadra il cielo aperto, perché sul fondo c’e ancora lo spazio libero dei prati di Castello. Un cielo che si riflette pure nella pozzanghera, causata da un avvallamento del selciato.
 

Com’era sua abitudine di lavoro, Roesler Franz aveva fotografato più volte questo e altri fornici, ma passando al cavalletto aveva preferito integrare lo "scatto" con altri segni di vita quotidiana e notazioni di costume. Sempre riportati con estrema verità. Se si copre la metà
superiore di questa veduta, appariranno cosi gli elementi emblematici di un comune paese. Un paese del tempo passato. Le due quinte di case, rustiche, modeste, i panni stesi, l’arrotino, gli scopini, i carretti, la donna, in abbigliamento caratteristico, con la enorme cesta poggiata sulla testa e un po’ di legna sotto il braccio. Il somaro porta il resto. Sulla destra, una
porta appena schermata da una tenda mostra l’insegna "Osteria con Cucina", con tanto di "frasca" da richiamo in posizione strategica.


Ma siamo a Roma invece, e la monumentalità del nobile tramezzo copre e attenua qualsiasi eventuale dissonanza. Del resto è questa una città nella quale non sembra sia mai scattato un deciso, regolare meccanismo evolutivo, al fine di migliorare la vita collettiva sia nel suo aspetto sociale che in campo urbanistico, per raggiungere un più elevato livello civile. Allorchè si trattò di provvedere per Borgo, infatti, e di eliminare quella "Spina" rimasta in gola a tanti architetti, si scelse la strada di spianare, di cancellare tutto, da Borgo S. Spirito a Borgo S. Angelo, per ricostruire poi nel modo che possiamo tuttora vedere. I risultati della strada
del sovvertimento.


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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