domenica 27 novembre 2011
Roma sparita
Borgo
Angelico
Otto anni dopo il precedente acquarello il pittore romano ritornò a Porta Angelica, che ormai aveva le ore contate. La ritrasse dall’interno stavolta, sposandola in maniera eccellente all’ambiente circostante, dopo aver ripreso la scena anche in fotografia. E proprio dal confronto con quelle fotografie salta fuori che Roesler Franz ha fatto scomparire degli alberi sulla destra, ad esempio, ed uno di quei palazzoni umbertini che svettava stup1do e guastafeste, al di sopra della porta. Per meglio raggiungere i suoi scopi artistici, ed anche per tener fede al carattere di "Roma sparita" dei suoi acquarelli.
Su questa schietta visione di paese domina, senza infastidirsi, il
Belvedere dei palazzi pontifici. Il Nicchione e nettamente visibile.
Disadorno invece il prospetto interno della Porta. Lo stemma pontificio
sulla chiave dell’arco e una fontanina a muro sulla destra. Ci sono dei
passanti ad animare la veduta, e un cavallo solitario, un carro chiuso
di ambulanti. Ma ci sono soprattutto le capre, provvidenziali
distributrici di latte a domicilio. Erano di casa a Roma, come attestano
pure dipinti, disegni, e brani letterari.
La chiesa di S. Maria delle Grazie, di cui si vede il campaniletto a
vela e la targa del vicolo al quale aveva dato nome, rappresentava un
vero santuario della pietà popolare, raccolto intorno alla immagine
della Madonna che un eremita aveva portato da Gerusalemme nel 1587, tale
Albenzio De Rossi. Le "grazie" ricevute si tramutavano in altrettanti
ex-voto che tappezzavano le pareti del tempio. E fra
quegli ex-voto, P.G.R., c’era pure una tavoletta dal soggetto abbastanza
scabroso, che aveva dato motivo a G.G. Belli di scrivere uno dei sonetti
pin efficaci e rappresentativi del suo "poema",. La vergna l’ha chi
la vo’, del 17 gennaio 1833. La chiesa riuscì ad evitare di
tramutarsi in una visione da Roma "sparita" fine Ottocento, ma non poté
scampare purtroppo alla totale demolizione, durante la "sistemazione»
dei Borghi. Nel 1939. Ma proprio allora si dimostrerà quanto autorità
ecclesiastiche e fedeli tenessero a
questa loro chiesa. E al tempo stesso quanto sia pin facile trovare
soldi per edifici religiosi che non per le-case di abitazione. Così
veniva immediatamente iniziata la costruzione di una nuova S. Maria
delle Grazie al Quartiere Trionfale, soprattutto per trasferirvi
l’immagine
miracolosa. E il 15 agosto del 1941, in piena guerra mondiale, si
inaugurava solennemente in Piazza Francesco Morosmi.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori