sabato 24 dicembre 2011
Roma sparita
Casa
di Giulio Romano
Oltre Ie fotografie d’approccio, di questa veduta
abbiamo pure un bozzetto preparatorio
all‘acquarello. Un guazzo efficace, firmato da Roesler Franz nel 1375,
con questa annotazione: "Casa di Giulio Romano avanti Ia sua
demolizione. Palazzetto di Venezia in fondo". Una demolizione che:
avverrà molto più tardi e ne darà avviso anche Costantino Maes ai
lettori del suo Cracas, nel settembre 1888. "Il piccone -
scriveva, sta per consumare I‘eccidio della casetta di Giulio Romano
(dov’era anzi stata posta di recente una lapide per ricordarla
ai posteri), il più illustre discepolo di Raffaello. Questa casa -
proseguiva - presso Macel dei Corvi, singolare ed elegante nella
sua povertà, è: una delle pochissime dall’epoca. Spettro fugace - si
lancia poi - di quell'Era beatissima quando imperava lo scettro d‘oro
del Bello Artistico".
Benvenuto Gasparoni descriveva a sua volta quella
casa, di manifesto aspetto medioevale, "piccola ed antichissima;
facciata spartita nella sua altezza in tre parli da due file di arcucci
a sesto acuto che: facevano mostra di togliere sui muri del secondo
solaio e del tetto. Le antiche
finestre che erano in ciascun piano si vedevano murate, proseguiva
quello studioso, si mostravano ad arco acuto e piccolissime, come
dimostravano le loro vestigia, che tuttavia si scorgevano nel primo
piano; dove in mezzo ad essi si aprì poi una finestra irregolare, che
dalle graziose proporzioni del suo vano e dalle belle modanature degli
stipiti di travertino che la rigiravano, dimostrano fosse stata fatta
nel secolo XVI in seguito ad un restauro".
La casa sembra ripetere, in "minora", le mosse architettoniche del
Palazzctto Venezia, già in una fase stilistica antecedente. E le sue
facciatine fanno da ideale scenario alle figure, alle scenette di genere
disseminate dal pittore lungo la via. Dal frate questuante al venditore
ambulante che grida, ai banchi, ai carri, alla raggiante edicola rnariana, fino alla modernissima intrusione dei fili telegrafici che tagliano i merli del Palazzetto.
V. E. Bianchi riporla il testo di quella lapide commemorativa, apposta
in Via Macel dei Corvi, conferma, sulla casa già segnata col numero 88.
"Il principe dei discepoli di Raffaello / Giulio Pippi detto Giulio Romano / in questa casa del padre / nasceva l’anno 1492 / S.P.Q.R. / 1872".
Va aggiunto infine che le demolizioni di quest'area capitolina avrebbero
fatto scomparire anche la casa di Pietro da Cortona, in Via della
Pedacchia. E dal cielo del suo bel cortile si godeva tutta intera la
vista della Torre di Paolo lll, su! Colle Capitolino.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori