sabato 07 gennaio 2012
Roma sparita
Torre
dei Margani
guarda l'acquarello
E' la Torne della Casa dai Margani famiglia romana di nobiltà minore,
che si affaccia sulla
Via omonima Margana, e gira in parte sulla Piazza. Caratterizzata dal
classico fregio che fa
da cornice al portale, dalle arcate chiuse della loggia di un tempo, da
una emblematica colonna incastrata in basso quasi cesellata nella Torre.
Un’aria gaia, da piazzetta di transito, nel fitto tessuto urbano ai
piedi del Campidoglio, a ridosso di Tor de' Specchi. l soliti venditori
con gli ombrelloni (e siamo già sulla piazza), i passanti, due preti, un
bambino, il fanale, l'immancabile edicole mariana in angolo con via dei
Delfini. E fiori e panni stesi sempre presenti. Quanto al foraggio,
sparso un po' dovunque, esso è più che giustificato dalla scritta che si
legge sulla "tavoletta celeste" posta sopra al ricamato portale:
"Albergo per Cavalli, Vetture e Carretti. Spaccio di fieno". Il cavallo!
questo grande dimenticato.
"Piazza Margana: tra la piazza sotto la scenta di Campidoglio e l'altra di Campitelli. Da' il passo al Rione di S. Angelo". Con queste parole si esprimeva Bernardino Bernardini, patrizio romano, nella sua accurata Descrizione del nuovo ripartimento de' Rioni di Roma del 1744. Ed è rimasta come allora l'incantevole piazzetta protagonista che ingentilisce e da carattere all'intera zona. Al tempo in cui si andava a piedi e si chiamavano amici e familiari dalla strada. "Cara adorabile vecchia piazzetta", invocava Beniamino De Ritis vivendo all'estero, roso dalla nostalgia. "Modesta piazzetta" le disse invece Pietro Paolo Trompeo in un elzeviro che doveva poi dare titolo ad una fortunata raccolta di brevi saggi romani. "Quasi un cortile rustico, proseguiva, e una piazza di paese quali se ne trovano ad Albano o a Velletri".
Eppure il piccolo territorio compreso fra Piazza d'Aracoeli
(alla quale gli sventramenti "imperiali" avrebbero fatto restare poco
più di un lato) e Campitelli, altro non è che il "campione",
sopravvissuto intatto, di quel tessuto urbano anteriore al 1870-1880.
Anzi, di un "modulo tipico" dell'impianto planimetrico e strutturale
(piazzetta e vie d'accesso con pittoresche case basse povere di
monumentalità) che caratterizzò la Roma del passato sia pure attraverso
varie trasformazioni e ristrutturazioni. La Roma che proprio in questi
acquarelli abbiamo visto "fermata" da Roesler Franz ancora per poco.
Quanto bastava tuttavia per trasmetterci con un mezzo gentile, pieno di
delicati colori, le memorie di un'era che passava. Cos quella pur minima
porzione di buona sorte ha lasciato intatte anche una Via Margana, un
Vicolo Margana e una Via di Tor Margana, elementi toponomastici
distribuiti nel Rione Campitelli anche se in parte contesi dal Rione S.
Angelo. E il nome, il toponimo, deriva dalla famiglia che ebbe potenti
alleati nei Colonna e che sul finire del XIV secolo si venne a stabilire
sopra i ruderi di costruzioni romane (dapprima si credette il Circo
Flaminio, poi il Theatrum Balbi, oggi altro ancora), fortificando
le loro "case", come era d'uso, con la guardinga mole di alcune torri.
Delle quali questa soltanto sopravvive quasi a conferire significato e
carattere alla piazza e alle vie.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori