sabato 21 gennaio 2012
Roma sparita
Piazza
delle Azimelle
In attesa della demolizione, il Ghetto c'è ancora,
sta tutto in piedi. E questo. E per fortuna non ha più coprifuoco, non
ha più portoni. Ormai è Roma. E gli Ebrei risultano cittadini italiani a
tutti gli effetti. Anche se il radicato costume, imposto da una vita
obbligata per secoli, andrà ancora avanti per un pezzo con le sue
manifestazioni, i commerci pitt tradizionali. Gli abiti usati, gli
stracci, i robbivecchi. E il quadro viene completato dalle donne che
lavorano e
chiacchierano in questa specie di cortile-piazzetta, mentre le galline
se ne vanno per i fatti loro, e un bambino nel "girello" di vimini tenta
di seguirle.
Di quel Ghetto forse gli acquarelli di Roesler Franz
rappresentano l’unica documentazione che abbia pure una certa pretesa
artistica. Il pittore, tuttavia, mise in azione in quella zona anche
l’obiettivo fotografico, e poté riuscire la dove Giuseppe Primoli,
esordiente con la macchina oscura, fu costretto ad arrivare soltanto a
cose compiute, a case spianate.
Abbiamo visto l’ubicazione della Piazzetta delle
Azimelle nel gomito formato dalla via omonima. La topografia del Ghetto
è originale ma non facile da ricostruire. All’interno due grandi
trasversali. La Strada della Rua, o Rua delli Judei, o Ruga, che
tramandava il ricordo mai sopito della originaria Rua o Ruga
Judaeorum, o più implicitamente Rua o Ruaccia trasteverina.
Partiva da Piazza Giudia, ed era prossima e parallela alla Strada di
Pescaria, ma ad un certo punto faceva gomito anch’essa. La Fiumara
correva invece al di qua delle case sul Tevere. Verso Monte Cenci si
trovava la Piazzetta delle Scole, con fontana, che prendeva
nome dalle prospicienti cinque "Scole", Scola del Tempio, Scola Nuova e
Scola Siciliana, e altre due di rito spagnolo, Scola Catalana e Scola
Castigliana. Rimaste ancora in piedi dopo le demolizioni, vennero
distrutte in parte da un incendio nel 1893. Alcuni loro elementi furono
però ricollocati negli edifici aperti successivamente al culto, compreso
il Tempio Maggiore. L’attuale grande Sinagoga sul Lungotevere Cenci.
In posizione centrale, c’era pure la Piazza del Macello, e,
addentrandosi ancora, Piazza delle Tre Cannelle, decorata anch’essa da
una fontanina. Ma chi in appresso andra a caccia di pittoresco nel
"serraglio degli Ebrei", scoverà pure questa Piazza, e Via delle
Azimelle, gia Via
del forno delle Azimelle, con chiaro riferimento al pane "azzimo", senza
lievito, usato per la celebrazione della Pasqua ebraica. E va aggiunto
ancora un Vicolo Capocciuto, che vedremo fra poco, e una Piazzetta del
Pancotto.
da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori