scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

             chi siamo

sabato 07 aprile 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Interno del Portico d'Ottavia

                                     guarda l'acquarello

 

Sempre nel medesimo ’87 il pittore ha sottopassato l’arcone visibile nei due acquarelli precedenti. Se ne vede l’attacco sopra la lapidina con la scritta Societatis S. Annae. E si e posto proprio di fronte a quel grande "sporto", o "mignano", ritraendone appena le travature inferiori. ll sole gioca con ogni minimo risalto. La grande cesta in primo piano, la "canefora", il carretto abbandonato, l’uomo in bottega e davanti al "banchetto", ravvivano lo scenario uniforme ma non monotono. Mentre dalle colonne si intravede la Via del Portico d’Ottavia, che andava poi a sfociare in Via del Ponte Quattro Capi.

Si tratta di un angolo del circuito esterno del Ghetto, che aveva pure incorporato altri ruderi della costruzione romana, comprese le colonne che si scorgono imprigionate nella facciata. Una volta demolito il Ghetto, quelle colonne sono rimaste in piedi, quasi a segnare l’antico limite. Ma il particolare, pur tanto significativo, e completamente ignorato. Del tutto ignorato è pure l’episodio, al quale ho gia accennato, relativo alla ventilata costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia, sull’area lasciata libera dal demolito Ghetto.

 

"Nel dubbio che potesse scegliersi l'area del Ghetto per sede del nuovo Palazzo di Giustizia come non pochi suggerirono", si legge in quella relazione del 1881, per il Piano Regolatore e l’ampliamento della città, "il disegno del piano di cui ci andiamo occupando lasciava libero a quest'uso tutto lo spazio lasciato libero alla demolizione compreso fra i Portici di Ottavia, la via di Pescheria, la Piazza Cenci e il fiume; il quale spazio, meno la lista di terreno necessaria alla sistemazione del lungotevere, misura una superficie di metri quadrati 20.000. E siccome il palazzo esigerebbe una vasta piazza innanzi al prospetto principale, così nel disegno era pure indicata una ulteriore demolizione di case a nord di Via di Pescheria e l'apertura di una breve ma larghissima strada che da S. Caterina dei Funari conducesse al mezzo del nuovo edificio e che distruggendo il Palazzo Righetti si unisse alla Piazza Campitelli per dove passa un'arteria del movimento proposta fra la Via degli Astalli e la Via Montanara". Le cose per fortuna, andarono in maniera diversa.

 


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema