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sabato 23 giugno 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

 

Il Tevere alla Marmorata

                                    guarda l'acquarello
"Marmorata", così chiamata, spiegava il Rufini, "dacché in quel luogo si stabilì lo sbarco dei marmi che da Carrara vengono condotti a Roma montando il Tevere". Ma alla designazione va dato un significato molto più ampio e generale, nel tempo e nello spazio.


A questa altezza il Tevere ha già perduto il suo carattere urbano, e inizia a snodarsi nella Campagna per compiere il viaggio finale. Pastorello e pecore convivono serenamente. Sul fondo i carretti, e in primo piano i massi di pietra che giustificano il titolo e la località. Ma l'acquarello rivela stavolta una debole identità, appare quasi scialbo. A momenti scivolando
addirittura nell’oleografia.


Eppure c’era stata una scrupolosa preparazione fotografica, da parte dell’artista, per conoscere, per rendersi esatto conto di questa fascia, stretta fra Tevere ed Aventino. Marmorata vera e propria, Via della Marrnorata, che successivamente, oltrepassate le Saline, sfociava su
Bocca della Verità attraverso la biforcazione Via della Salara  - Via di Porta Leone.


Un brano, ripreso dal romanzo Rome, di Emile Zola, si riferisce ad una escursione tiberina sopra Ponte Molle, ma potrebbe benissimo adattarsi anche a questa veduta. Quasi una variazione sul tema fisso del paesaggio dell’epoca.


"Lungo Ie sponde del fiume aveva veduto dei paesaggi degni del Poussin: il fiume giallo e lento, tra rive vestite di giunchi, o scogliere basse, a frastagli, di cui la bianchezza calcarea spiccava sullo sfondo rossastro dell’immenso piano ondulato, chiuso all’orizzonte da colline
azzurre, e su quel piano pochi alberi foschi, ed in alto le rovine di qualche porticato aperto sul vuoto, qualche fila obliqua di pecore scialbe che scendevano a bere, mentre il pastore le guardava, poggiato con una spalla al tronco di un r0vere".. `


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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