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venerdė 20 luglio 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Via della Greca presso la Bocca della Veritā

                                    guarda l'acquarello

Proprio al momento di sfociare in Bocca della Veritā, l'arteria Marmorata-Salara, quasi approssimativo lungotevere, riceveva l'affluente di Via della Greca che qui vediamo discendere in quella direzione dalle estreme propaggini dell'Aventino. Sul fondo si intravedono infatti le colonne del Tempio di Vesta. Alle quali si viene ad aggiungere l'ulteriore elemento verticale di una scrosciante cascatella d'acqua provocata con assoluta disinvoltura dalla donna che sta liberando in quel modo il contenuto di un lavamano o altro simile recipiente.

 

La via esiste tuttora, molto allargata, a spese del costone aventiniano e raccordata alla panoramica Via del Circo Massimo. Allora perō, queste che vediamo nell'acquarello erano veramente le ultime case nel settore sud-orientale della cittā. Tutto verde il Monte Aventino, segnato appena dalle sei chiese del Priorato, di S. Alessio, di S. Sabina, di S. Prisca e, sull'altro versante, di S. Saba,  di S. Balbina. E il verde del Palatino continuava senza interruzioni, almeno sulla pianta, con quello attorno alle Terme di Caracalla, futura area della Passeggiata Archeologica.

 

Tutto un lato del Circo Massimo era percorso dal sinuoso serpentello di una famosa marrana, mentre la punta settentrionale del Circo medesimo era da tempo occupata dal "Gasometro". TRa marrana e Aventino si trovava costretto il Cimitero Israelitico (verso gli anni '30 verrā trasferito al Campo Verano), da cui pure una soprastante Via degli Orti degli Ebrei, senza uscita. Una strada campestre che scendeva proprio in Via della Greca attraverso il tratto finale di Via di S. Sabina.

 

E' veramente impressionante veder percorrere i nastri bianchi di quelle strade aventiniane su un fondo assolutamente e interamente verde salvo le sagomate macchie turchine delle chiese giā elencate. Cosė come appaiono nella esemplare Pianta della Cittā di Roma pubblicata nel 1878 in cromo-litografia dalla Libreria Spithover. La "bretella" formata da Via di S. Sabina con Via di S. Prisca - Via di S. Saba, che incrociava a un dato punto l'altra "bretella" Via di Porta S. Paolo - Via Aventina, segnando una croce di irregolare e gigantesca M, tutto il colle.

 

Quel paradiso naturale si rispecchia in parte in questa solida veduta roesleriana. Il casamento a sinistra dal tetto interamente fiorito č l'unico incastrato nella cinta di quel verde. Sulla destra, sormontato dal campanile a trifore, il complesso di S. Maria in Cosmedin, attributo che rammenta gli istituti bizantini "in schola greca" esistenti in quella zona dal VII secolo in poi. Istituzioni soprattutto a carattere militare. Da cui l'appellativo di Ripa Greca anche alla vicina sponda tiberina.

 

In particolare sono da notare i battenti del portone a destra. Rimessa, officina. Uno di quei portoni personalizzati dal lavoro, dall'uso quotidiano, siglati (in questo caso dalla lettere M. P.), cromaticamente ravvivati da aggiunte, esterne ma non estranee. elementi anch'essi pittoreschi e insopprimibili di un paesaggio urbano, inclusi da Roesler Franz, spontaneamente o di proposito, nelle sue vedute e ripresi in seguito come particolare tematica di arte figurativa. Basti pensare alla porta di bottega tutta segnata con i ghirigori dal gesso dei bambini in Fallimento, olio di Giacomo Balla datato 1902. Oltre lo Studio di un cancello, sempre del Balla, al quale si deve pure un ritratto di Ettore Roesler Franz databile intorno a quello stesso anno.

 

Il resto č tutta una macchia color laterizio, appena contrassegnata dall'arbusto che si affaccia al di lā del muro al centro della composizione. Una casistica pittorica del mattone per la quale dobbiamo assolutamente concedere al Franz l'onore delle armi.


da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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