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venerdì 23 settembre 2016

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                      Roma sparita

Bocca della Verità a Via di Ponte Rotto

                                    guarda l'acquarello


In una giornata piovosa e uggiosa, contadini dal tipico abbigliamento, cioce comprese, attraversano Bocca della Verità provenendo dal Tevere e spingendosi avanti due asini. A sinistra
il Tempio della Fortuna Virile quasi esce di scena, mentre arretrato, al centro, appare l’altro tempio, cosiddetto di Vesta. Sul fondo si affacciano le case della Salara e gli alberi
dell’Aventino. Il punto di ripresa è alla Casa dei Crescenzi (vedi acquarello seguente).


"Siamo all’ingresso di Via Ponte Rotto>", scriveva Settimo Bocconi proprio illustrando questa serie di acquarelli. "Ce lo dice l'indicazione sul massiccio casone a destra; oscuro e cupo, chiuso come una fortezza, rallegrato all’interno verso il tempio rotondo da uno di quegli intimi giardinetti, pieni di verde e di fresco che la crisi delle abitazioni va man mano distruggendo nella città". E Bocconi scriveva nel l927. La vecchia costruzione, aggiungeva, "ò stata spodestata dalle rampe d’accesso al ponte Palatino che affianca gli avanzi del Ponte Rotto: brevi prati di smeraldo recinti, giovani cipressi, ed esili, bruni lecci, hanno livellato il vecchio selciato sconnesso, popolato ed ombreggiato la piazza. Tutto e abbellito, ingentilito, pettinato, ma il luogo ha perduto la silenziosa, austera tristezza dei tempi andati"

.
La mania dell’isolamento, della "pulizia" urbanistica, finì infatti col ridurre Bocca della Verità alla spoglia, solitaria triade, templi-ehiesa-fontana. Anche se di eccezionale ricchezza ed esemplare monumentalità. Senza più. cioé,  il fervore di vita provocato un tempo dalle case, dalle vie, dai vicoli. Una "correzione" era necessaria, ma bisognava effettuarla con gli strumenti dello scrupoloso restauratore di quadri, non con il bisturi impietoso. Con il piccone che la retorica insisterà nel ribattezzare e lodare come "risanatore".


Ci si accanì a più: riprese, e Bocca della Verità dovrà subire a varie scadenze. Prima per Ia costruzione dei Lungotevere, poi per una sistemazione generale di tutta la Zona, infine per la costruzione di "Via del Mare" divenuta in seguito Via del Teatro di Marcello.



da "Roma sparita negli acquerelli di Ettore Roesler Franz"
di Livio Jannattoni
Newton Compton Editori


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