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domenica 13 marzo 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eleonora Brigliadori

intervista del 2001 da intervisteromane.net

 

Ricordi quando sei venuta a Roma la prima volta ?
Ricordo benissimo l’impatto perché è iniziato con un borseggiamento. Quando sono arrivata alla stazione Termini mi hanno fatto fuori tutto quello che avevo. Una bambina, una zingarella m’ha fregato senza che mi accorgessi il portafoglio, i documenti e quindi sono rimasta pelata e non sapevo dove sbattere la testa. Come potrei dimenticarmi di un fatto così?


Ma ti sei stabilita subito a Roma ?
No! Per i primi dieci anni ho solo lavorato a Roma e quindi andavo avanti e indietro da Milano, prendendo residence e alberghi. Poi da quando ho messo su famiglia mi sono stabilita definitivamente nella Capitale. Ho abitato, all’inizio, nella zona Prati, in via Giulio Cesare, via degli Scipioni, poi ho preso casa in un residence a via Cortina d’Ampezzo, poi ho cambiato e sono andata in centro in via S. Eustachio e poi mi sono fermata qui, in zona Fleming.


Com'è il pubblico romano?
E' molto piacevole. Ed è divertente vedere come cambia il pubblico a seconda del giorno della settimana e anche della città in cui ti esibisci. Sembra curioso ma il pubblico cambia eccome. Diciamo che a Roma il pubblico è molto smaliziato perché è un pubblico fondamentalmente più difficile rispetto a quello di provincia o di altri centri minori, perché chiaramente hanno un occhio più critico. Però sono anche persone che si aprono, mentre a Milano sono un po’ più chiuse. E’ più difficile strappare una risata a Milano che a Roma.


So che come cucina hai un rapporto conflittuale con quella romana…
Ammetto che non ho un buon rapporto perché sono vegetariana e quindi non mangio carne. I piatti tipici romani come la matriciana e gli straccetti non li mangio. Adoro invece tutte le verdure, come i carciofi che mangio spesso e in tutte le maniere e poi amo le puntarelle e la rughetta. Ricordo che la rughetta a Milano non si sapeva neanche cosa fosse e manco si trovava e quando sono venuta a Roma, tanti anni fa, scoprendola e stata per me come una specie di illuminazione. Potrà sembrare una stupidaggine però ti assicuro che è così.


C’è un angolo di Roma a cui ti senti un legata ?
Ce n’è più di uno. Tanti posti sono legati a ricordi. Sono legata molto alla Roma fuori porta e la sua campagna. Più che i Castelli amo la zona di Formello e di Bracciano.


Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?
Adesso che sono romana d’adozione mi sento di tornare a casa.


In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere ?
Forse mi sarebbe piaciuto vivere nella Roma del futuro. Vedere come sarà. A parte gli scherzi, mi piacciono tutti i periodi di Roma. C’è da dire che più si sa indietro con il tempi e più scopri che Roma era pericolosa. Poi bisogna adattarsi e vivere il periodo in cui si vive. Mi hanno spesso descritta come un personaggio “classico” e che nel ‘600-‘700 c’erano dei quadri con delle donne che stranamente mi assomigliavano. Ecco, forse in quell’epoca lì mi sarebbe piaciuto vivere.


Se tu avessi la bacchetta magica, cosa faresti per migliorare Roma?
Trovo che a Roma ci siano troppe buche. Sono pericolosissime. Tante persone si fanno male e finiscono all’ospedale. Io me ne sono reso conto quando ero incinta. Ci sono delle pavimentazioni che fanno pena. Con la bacchetta magica tapperei tutte queste buche, queste caverne. Poi le piante che con le radici alzano il manto stradale. Altro problema da bacchetta magica. Sarebbe bello fare delle sopraelevate dove si potrebbe vedere meglio la città. Mi piacciono da matti quei trenini sospesi che hanno fatto in Giappone. Se ci fosse la bacchetta magica, caro Gianfranco, pensa che bello sarebbe usarla per migliorarci la vita.

 

 

 


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