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mercoledì 06 luglio 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Ex", ecco il cantiere infinito
E i lavori partono dopo sei anni

Sapori, media & griffe: nel business anche le banche. Il minisindaco: "Recuperare i ritardi". Nel 2005 Veltroni consegna il terreno, nel 2008 ok al progetto definitivo, nel 2010 Alemanno dà il via all'esecutivo. Ma ancora mancano passaggi

 

di PAOLO BOCCACCI e SIMONA CASALINI

Ora è come la scenografia di un film alla Blade Runner. Teloni sugli ingressi, quelli lungo viale Ostiense, edifici sventrati, le ruspe al lavoro, che hanno ripulito questi otto ettari delle costruzioni non difese dalla soprintendenza, scavando sotto, fino al livello del piano interrato, dove girarono una bella scena di Ocean Eleven. E sopra, come scheletri di una guerra nucleare, ecco le capriate di cemento armato del vecchio mercato degli ovini e del pollame, che in gergo si chiamava Ovipol, e di quello del pesce, con i finestroni di ferro, le volte, le colonne, i fregi di gesso a forma di granchi, e nei grandi vuoti, come monumenti di un passato da archeologia industriale gli alti serbatoi dell'acqua, che rimarranno, come segni urbani, come totem.

Benvenuti agli Ex Mercati Generali, o gli "Ex" come li chiameranno tutti, il cantiere infinito, quella Città dei Giovani lanciata dal sindaco Veltroni e dal suo assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, con il terreno consegnato nel 2005 e la Lamaro dei fratelli Toti, i costruttori che guidano il project financing, in cambio della concessione e della gestione per sessant'anni. ancora alle prese con permessi, concessioni definitive, ok della soprintendenza, alchimie societarie, banche, istituzioni finanziare.

Insomma l'idea di questa cittadella del divertimento, dell'enogastronomia, dello sport, degli uffici, con il suo Forum dei sapori, con la sua immensa Mediateca sotto le arcate del mercato del Pesce, disegnata da quel Rem Koolhaas l'architetto olandese premiato con il Leone d'Oro alla Carriera alla Biennale d'Architettura di Venezia dell'anno scorso, dopo anni ha solo cominciato a respirare.

Ma dalle arcate degli ingressi ("Rimarranno come erano" spiega Giulio De Virgilio, l'ad della società di progetto dell'opera "ospiteranno al primo piano uffici di vari tagli e al piano terra, che sarà arricchito da un portico, negozi e varie attività commerciali") alle due palazzine, in fondo, ai confini con la ferrovia ("ospiteranno spazi per l'arte"), con gli occhi si legge il progetto.

I muri perimetrali sono scavati fino alle fondamenta e in mezzo nella piazza delle Erbe ecco i due funghi dei serbatoi dell'acqua. Scendiamo nello sterrato. "Qui" dice De Virgilio "nasceranno padiglioni alti due piani, di varie forme, dove predomineranno il bianco, il grigio e il vetro, destinati al commercio di qualità, si chiameranno Lifestile, Family, Youth Fashion e Fashion Market. Siamo già in contatto con le griffe che ci apriranno i loro spazi".

Avanziamo. Entriamo nel vecchio mercato del Pesce, la futura Mediateca. É uno spettacolo uscito dall'immaginazione di uno scrittore neogotico. "Lo riporteremo a come era quando fu inaugurato". E così pure l'edificio dell'Ovipol. "Guardate" spiega De Virgilio "è una costruzione a forma di C. Al piano terra si alterneranno i ristoranti, che avranno a disposizione anche un portico e questa piazzetta racchiusa tra le due ali, dove potrà mangiare e degustare vino d0annata, mentre sopra planeranno negozi di prodotti speciali sempre legati all'enogastronomia".

Sulla destra incombono le strutture bianche del ponte sulla ferrovia che porterà un fiume di macchine dalla Colombo all'Ostiense, costeggiando la cittadella di "Ex". Più in là le torrette blu della fermata Garbatella del metrò. "Intorno, spostando dei binari, abbiamo creato un passaggio per le auto che sotto avranno mille posti a disposizione e altri mille sui sei piani dell'edificio in fondo tutto vetri con i due livelli superiori con specchi dorati che conterranno uffici, mentre al piano terra si aprirà un mega supermercato".

Ancora. Dietro la mediateca, l'ex mercato del Pesce ospiterà la biblioteca comunale. A destra una piazzetta ("l'abbiamo chiamata red carpet") e i due edifici dello Sport e dei media, volumi squadrati, anche qui di vetri e cemento bianco, con palestre per il fitness, negozi, una piscina al terzo livello, mentre nel basamento ecco una multisala per 1300 spettatori.

Poteva marciare di più questo cantiere chiave al centro di Roma. E invece no. Dice De Virgilio: "Nel maggio del 2005 è la prima consegna del terreno da parte della giunta Veltroni, nel 2008 sempre con Veltroni si approva il progetto definitivo, nel 2010 la giunta Alemanno dà il via all'esecutivo. Ma ancora mancano alcuni passaggi".

Per non parlare di quella Mills Corporation americana che aveva partecipato al project financing per il 75% delle quote e poi, schiacciata da un'inchiesta in Usa, si è ritirata, lasciando tutto il peso sulle spalle della Holding dei fratelli Toti.

"Ora" spiega Sergio Iasi, ad della holding Silvano Toti, la cassaforte di famiglia "siamo vicini ad una nuova struttura societaria. Il nostro partner al 49% sarà un'istituzione finanziaria con la quale stiamo per stringere un accordo. Unicredit e Intesa garantiranno 180 dei 300 milioni che servono per l'impresa. Degli altri 120 noi 60 li abbiamo già spesi nei lavori fatti e gli altri 60 saranno messi a disposizione dal nuovo partner. Tra poco faremo una grande festa per la città proprio dentro gli ex mercati e ingraneremo la marcia per inaugurare tutto entro la fine del 2013 o al massimo all'inizio del 2014".

"Il cantiere è stato abbandonato per anni" racconta il minisindaco dell'XI municipio Andrea Catarci "noi aspettiamo di insediare nell'ala che dà verso via Negri i nuovi uffici, con l'aula del consiglio municipale e le stanze di rappresentanza della giunta. Ma i lavori vanno a rilento. Bisogna recuperare. Pensate che negli acquitrini hanno trovato perfino il nido di un Germano Reale".

 


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