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26.10.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Fiore di cactus:

fatti e misfatti

dalla Festa del Cinema

 

 

 

 

 

 

Giorno 9 - 26 ottobre

Con l'anteprima di Mimmo Calopresti (bha... bha... bha...), per me finisce la Festa del Cinema. Ho schivato per nove giorni altre questioni di lavoro ma, astute!, hanno trovato una breccia. E poi l'atmosfera che si respira all'auditorium è di uno scivolare verso la fine. Abbiamo visto ognuno di noi tutto quello che potevamo.

Tento in bilancio.

La faccenda del ritiro dei biglietti è intollerabile e spero che prima o poi si adattino ad una organizzazione "copiata" da altre manifestazioni e più umane, almeno per gli accreditati giornalisti e professionisti.

Per quanto riguarda la distribuzione delle proiezioni credo che sia tale perchè la festa è rivolta soprattutto al pubblico e il pubblico ad ottobre non prende le ferie per passare la giornata al cinema, ci va la sera e durante il giorno ci sono gli appassionati di cinema di nicchia (documentari, incontri...) e i ragazzi delle scuole.

Quelli che per me sono "buchi" continueranno ad essere tali e l'anno prossimo toccherà pensare che questa festa NON E' UNA FULL IMMERSION. Peccato.

Dei film che ho visto, considerato che ho fruito della anteprime, il giudizio è positivo, la maggior parte mi sono piaciuti. Non so quanti film in concorso ho visto, a orecchio pochini a quindi il mio è un giudizio parziale. Pazienza.

Arrivederci all'anno prossimo.

 

Giorno 8 - 25 ottobre

Della serie: vediamo di impiegare il tempo.

Finito il BELLISSIMO "Across the universe" e stabilito che il film successivo era alle 14, ho deciso di andarmene a zonzo forte di un abbonamento ATAC che mi porta su qualunque linea urbana, di superficie e nell'under ground capitolino, su gomma, su ferro e appesi a un filo.

Sulla "navatta" l'itinerario della scoperta si è delineato con chiarezza:

- navetta linea cinema fino alla fermata "Casa del Cinema" a Villa Borghese

- attraversamento a piedi della villa da piazza di Siena, laghetto e poi, lasciandosi sulla sinistra Viale Washington, attraverso Via degli Orti Giustiniani e via di Villa Ruffo, raggiungere piazzale Flaminio. E' una parte "di confine" dove passano macchine e dove la villa "dissolve" in vecchia abitazioni a ridosso della stazione delle Ferrovie Roma Nord.

- linea treno da Roma-Nord fino alla stazione successiva "Euclide": Chi non c'è mai stato deve assolutamente almeno una volta prendere questa vecchia linea e questa vecchia stazione che per effetto dei lavori di ammodernamento fra un paio d'anni non ci sarà più. E ancora di più soffermarsi a considerare che la stazione di Euclide a piazza Euclide da cui il famoso bar Euclide, è sotto ad un palazzo. mi spiego: tutte le linee metropolitane sono sotto alle case ma le stazioni non sbucano accanto al portone di ingresso.

- da piazza Euclide all'Auditorium si può scegliere di andare a piedi facendo un pezzo di via Maresciallo Pilsudski (quello dove ci sono i fiorai) o con la linea 910 (due fermate).

E' stato molto divertente e forse è anche questo il senso di "una festa che si sparge in tutta la città"

 

Giorno 7 - 24 ottobre

Sono ormai in preda allo stress da organizzazione, non riesco più a seguire il filo dei film da vedere il giorno dopo, dei biglietti da ritirare...

L'unica cosa buona oggi è stato riuscire ad entrare al film di Dario Argento grazie ad una rush line imprevista: "per gentile concessione della Festa del Cinema" 20 biglietti.

E ho fatto la mia prima (e credo unica) proiezione delle 22,30. Le navette funzionano egregiamente. Sono i notturni che poi non passano mai. E quindi passeggiata nella notte romana e per fortuna non è freddo come la sere passate.

 

Giorno 6 - 23 ottobre

Giro di boa. Oggi abbiamo superato la metà della Festa. Da qui comincia il conto alla rovescia fino a sabato.

Stamattina alla prima proiezione riservata eravamo molto meno del solito.

Stanchezza? Film meno interessanti?

Anche le navette ATAC mi sembra si siano diradate, così come le file per i biglietti.

Sempre piacevolmente puntualissima e impeccabile Selma dall'Oglio.

Sempre moltissimi i ragazzi delle scuole.

Oggi ho visto solo due film e nel buco ho tentato di vedere due mostre: UFO era in smantellamento, una sorta di cambio e riapre domani, stessa "manutenzione" alla Casina di Raffaello a Villa Borghese per la mostra dedicata a Harry Potter.

Provo un primo bilancio: la maggior parte dei film che ho visto sono mlto belli ma, GRAZIE, con questo sistema dove speso le proiezioni si sovrappongono, alla fine sto vedendo solo "premiere" e giusto un paio di film in concorso... Così è facile essere soddisfatti.

 

Giorno 5 - 22 ottobre

Non ho più voglia di riempire buchi, a meno che non sia chiacchierando di cinema e varia umanità con amici vecchi e nuovi. Mi sveglio alle sei e mezzo del mattino, vedo due anteprime e all'una torno a casa, lavoro e forse torno in prima serata. Non è full immersion. Non è vacanza dedicata al cinema. Non sono giornate di lavoro. E' un ibrido fastidioso. Non mi piace ma mi adatto.

La Festa è pensata per il pubblico e i 6000 (SEIMILA) accreditati, la mattina alle proiezioni riservate NON ci sono.  Considerando la capienza della platea della Sala Santa Cecilia, ogni mattina saremo circa 600 persone fra giornalisti e professionisti.  I 6000 mila non ci sono ma forse prendono il biglietto gratuito (se ci riescono)  per poter stare in sala la sera con il divi, sotto il loro stesso tetto... sai che piacere...

 

"Festa pensata per il pubblico", giusto. Ma non è che il pubblico abbia vita facile. e non ha provveduto con la prevendita (inesistente in altre rassegne), fa comunque la fila per acquistare biglietti per il giorno dopo (e questo succede anche da altre parti) ma poichè le file si annunciano tutti i giorni di almeno un'ora, molti per acquistare un biglietto perdono un film. E magari non trovano posto.

 

Senza contare il sistema di comunicazione-distrubuzione-percorribilità dell'auditorium.

Ci sono tre sale normalmente raggiungibili in due modi:

il corridoio esterno semicircolare

la cavea su cui affaccia il corridoio.

La cavea ogni anni diventa Red Carpet chiuso e l'accesso avviene solo attraverso il corridoio. Significa che le file e l'affollamento non sono facilmente gestibili. Insomma la sera e il fine settimana non solo non si cammina ma non si cammina al chiuso.

L'escamotage di costringere tutti a munirsi del biglietto forse non basta.

 

Giorno 4 - 21 ottobre

Ho bello che capito che qui si tratta di trovarsi da fare tre le proiezioni per stampa e professionisti in mattinata e le cose che veramente mi interesano, cioè qualcosa nel secondo pomeriggio e l'altra anteprima la sera intorno alle 19.

Ci sono documentari... proiezione di corti... Interessanti gli incontri con gli autori (oggi c'era Bernard Bertolucci) ma anche per quelli bisogna ritirare il biglietto e francamente un'ora di fila...

Ma oggi l'evento è stato le Winks,  la ma ora e un quarto di fila ieri. Bene. Davvero bene, perchè la Sala Santa Cecilia (1800 posti) era piacevolmente piena di colorate femminucce perchè le Winks sono "dalla parte delle bambine".

Pare sia stata la risposta italiana ai cartoni giapponesi popolati, negli anni '90, di eroi trasformisti maschi. E così, complice una moglie giapponese dell'autore, hanno inventato i combattimenti delle fate contro le streghe. A chi volesse avanzare legittimi dubbi sul tema della violenza, mi sento di dare una rassicurazione: se imitazione c'è non è nei combattimenti ma nel costume, nel senso del vestitino da Winks, insomma un fatto di perenne travestimento carnescialesco che male non fa, non del tutto almeno.

Grande infilata di gaffe dal palco alla presentazione.

Il produttore ha detto "mai vista questa sala tanto piena2 (e lo dici pure?)

Piera De Tassis ha esordito con "io sono abituata alle anteprime, alle passerelle, ma oggi sono contenta di questo evento" (ahahah)

La cosa "strana" è che del film abbiamo visto solo 35 minuti e per giunta con la trasformazione oscurata perchè così "venite a vederlo al cinema" (parole del produttore). Ma perchè, oggi la sala strapiena era un evento gratuito? Occorre, prima di ingiustificate cattiverie, che io mi informi.

 

Giorno 3 - 20 ottobre

E' rientrato l'incidente "giornalista ritardatario": il clima stamattina stamattina alla prima proiezione, nonostante l'orario e il freddo arrivato di colpo, era piuttosto "caldo". Tutti avevano intenzione di suggerire con una certa vivacità di aprire l'ingresso anche agli altri dieci minuti prima. Non c'è stato bisogno di suggerire, lo hanno fatto subito.

Non ho provato la rush line ma ho fatto l'esperienza della fila per ritirare il biglietto per un cartone domani nel primo pomeriggio (una cosa così, che dura 35'... le possibilità c'erano). E infatti ho trovato posto. DOPO UN'ORA E VENTI MINUTI DI FILA, controllato, dalle 12,45 alle 13,05

 

Giorno 2 - 19 ottobre - UHMMMMM

Ci sono proiezioni che sono riservate sia ai giornalisti che ai professionisti. Ma i giornalisti hanno la precedenza all'ingresso e succede che arrivano all'ultimo minuto, loro, i principi della notizia. E così non solo i professionisti aspettano ma entrano a film iniziato (mai visto da nessuna parte dagli anni '80 in poi), relegati alla galleria laterale mentre la platea dei principi della notizia è naturalmente semivuota.

Quello che temevo sta accadendo: non si trovano posti.

Succede questo: ho pagato un accredito professionale (50 euro contro i 30 dei giornalisti che non capisco anche perchè nella maggior parte dei casi sono pagati dalle testate). Basterebbe non aspettare l'ultimo str... giornalista ritardatario e dieci minuti prima del film aprire agli imbecilli che non si sono fatti accreditare dal giornaletto parrocchiale e hanno ritirato onestamente il loro accredito come professionisti o facenti parte di associazioni, o docenti. (accredito professionisti che costa 50 euro contro i 30 della stampa che spesso viene pagato dalla testata e non dal "principe"). Alla educata protesta fatta ad un coordinatore, visto che di responsabili neanche l'ombra, io e l'unico che abbia protestato superando la dilagante rassegnazione, ci siamo sentiti dire che la sicurezza è appaltata ad una ditta esterna e che forse dovremmo segnalarlo.

 

E veniamo alla questione biglietti.

L'accredito è di fatto un abbonamento aperto a tutte le proiezioni. In altre e più storicizzate rassegne, Venezia per esempio... quanto mi rode dover dare ragione su una pecca della mia città!,, oltre ad individuare veri percorsi e proiezioni riservate, permette comunque di entrare a tutte le proiezioni con il solo obbligo della fila dove il pubblico, giustamente alla precedenza.

Qui, per le proiezioni pomeridiane che sono anche aperte al pubblico, occorre ritirare, un giorno per il giorno dopo, il biglietto gratuito, sempre che ci sia posto.

Seccante ma ragionando significa che arrivati alla cassa con la lista dei film che si vogliono vedere, si farebbe così una sola fila per quattro-cinque film.

Condizionale d'obbligo: si farebbe SE CI FOSSE POSTO, se i biglietti cioè, tra quelli dati agli sponsor e quelli acquistati in prevendita e finiti da settimane, rimanessero posto per gli accreditati. Posti che sono stati lasciati in una certa quantità evidentemente inadeguata ai 6000 accrediti rilasciati. Qualcuno mi ha risposto che dipende dall'ora in cui vado a fare la fila per il biglietto gratuito. MA SE A QUELL'ORA DEL MATTINO SONO IN SALA PER L'UNICO FILM GARANTITO ????

Come ovviare? Semplice: la rush line: ti metti mezzora prima in fila e aspetti sperando che una volta entrato il pubblico e verificato che "gli sponsor" non si sono presentati, allora entri. Cioè esattamente quello che si voleva evitare: la fila davanti alla sala.

Aggiungo subito una nota sui biglietti ritirati (trovandoli): oggi ho usato l'unico biglietto trovato ieri e ho scoperto che i posti riservati agli accreditati sono posti laterali. Ma il laterale a 90° da dove non c'è visione ragionevole per un film.

E poichè, nonostante tutto, la sala aveva COMUNQUE posti liberi sia in platea che in galleria, a porte chiuse e prima dell'inizio del film c'è stata la transumanza e la corsa all'acchiappo del posto migliore.  Storie da cinema anni '80. UNA VERGOGNA.

Evidente l'intenzione di una scelta decisamente a favore del pubblico e dello sbigliettamento. Legittima, per carità, ma allora perchè 50 euro di accredito? Soldi buoni anche i nostri, vero?

E domani proviamo la rush line.

 

fiore di cactus :(

 

Giorno 1 - 18 ottobre  

I fatti: le sale  sono bellissime, comode.

Per i film aspettiamo. 

Il primo giorno su cinque film visti tre erano delle "boiate pazzesche" tanto per citare una famosa frase cinematografica.

Delle boiate due sono anche in concorso, non so se mi spiego con un particolare riferimento ad "Hafez": diciamocelo alla faccia del facile (e ipocrita antirazzismo o più ecumenico buonismo), ci sono paesi che, salvo qualche raro regista illuminato, il cinema non lo sanno fare. E allora non lo facessero. E non mi si può tacciare i nazionalismo e di faziosità perchè a Venezia ho avuto modo di dire del cinema italiano "sappiamo fare solo la commedia all'italiana? E allora facciamo solo quella che almeno ci viene tanto bene".

Spiccano per bellezza finora i film di Alice nella città e mi avrebbe stupito il contrario: i ragazzi non hanno radical-aristocratico potere di sopportazione da finti intellettuali degli adulti, il film per interessarli deve essere bello, aere una buona storia, un buon ritmo, e avere intelligenza.

Sull'intera sezione dedicata a Ruiz stendo un velo di pietoso silenzio e confermo quanto sopra a proposito di certo radical-intellettualismo.

 


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