lunedì 09 maggio 2011
soggettive
Gianni
Boncompagni
per interviste.romane.net - 2009
E’ in casa con amici. Sta cenando. Volevo rimandare l’intervista di un’ora, per non disturbare, ma lui hai insistito per farla al volo.
Gianni, com’è nata la passione per la radio, per fare radio?
Io sono stato 10 anni in Svezia dove lavoravo alla radio. Lì è nato
tutto. Quando sono tornato in Italia avevo gia un bagaglio di lavoro
abbastanza notevole. Diciamo che ho fatto il mio apprendistato in
Svezia.
In Italia hai fatto coppia per parecchi anni con Renzo Arbore e poi
hai lavorato anche da solo. Hai mai pensato ad un nome d’arte, un
soprannome?
No! L’unica cosa che ho cambiato è abbreviare il mio nome,cioè da
Giandomenico in Gianni. E’più corto.
Qual è stata la tua più grande soddisfazione in campo artistico?
Io e Renzo abbiamo avuto con la radio dei grandissimi successi, da
Bandiera gialla ad Alto gradimento, ecc… Queste sono state veramente
delle belle soddisfazioni. Sono programmi che vengono ricordati spesso
quando parlano della storia della radio. Ma io ho lavorato molto anche
in televisione e anche in questo campo ho avuto molte soddisfazioni.
Che effetto ti fa essere chiamato “il mostro sacro della tv”?
Mi sembra una cosa esagerata. Diciamo che so fare il mio mestiere.
Il complimento più bello che hai ricevuto?
Ne ho ricevuto tantissimi, però non ne ho presente uno in particolare.
Ho ricevuto tantissimi complimenti, anche dai presidenti della Rai, da
amici mie, ecc… Diciamo che sono stato un privilegiato nei trattamenti.
Cose cattive ne hanno scritte su di te?
No! Se le hanno scritte le ho subito rimosse ( risata ).
Quando non lavori quali sono i tuoi hobby?
Amo usare il computer. Mi piace usare programmi di grafica.
Hai un sogno artistico che vorresti vedere realizzato?
Ormai alla mia età i sogni nel cassetto li ho realizzati tutti. Non so
cos’altro sognare ( risata ). Non ce l’ho un sogno, Gianfranco.
Ho letto in un’intervista che possedevi la bellezza di 40 mila dischi
in vinile e l’hai praticamente regalati ad un rigattiere. Mi spieghi
perché l’hai dati via, Gianni? Valevano una fortuna.
Il motivo è perché non avevo il posto per tenerli e poi erano tutti
chiusi nelle casse e nessuno li usava più. L’ho dati ad un rigattiere
giovane, simpatico. Pensa che c’erano dei dischi rarissimi che valevano
una fortuna. Li tenevo nel garage. Erano dieci casse stracolme di
dischi. Stavano lì e ingombravano pure. Quando li ho offerti al
rigattiere, mi disse che non poteva permettersi di pagare tanto e allora
gli ho fatto un prezzo stracciato.
A chi vorresti dire “grazie”?
Sicuramente alla Rai, anche a Raffaella ( Carrà, ndr. ) con la quale ho
fatto tante cose insieme.
Tu sei di Arezzo. Quando sei arrivato a Roma e come ricordi
l’impatto?
Sono arrivato a Roma nel 1960, venendo dalla Svezia. In Svezia ci sono
stato per dieci anni, dove, come dicevo prima, ho lavorato in radio. Ad
Arezzo, la mia città, ci sono stato molto poco, perché sono andato via
da lì che avevo 18 anni. Quindi mi sento più romano che toscano. Roma
l’ho trovata da subito molto simpatica e viva. La amo con tutti i suoi
pregi e i suoi difetti.
I romani come li trovi?
Molto buoni. Io sono molto affezionato a Roma e ai romani. Roma perché è
bella e i romani perché sono molto simpatici, spiritosi e buoni di
cuore.
Ma c’è un angolo di Roma a cui sei legato?
Mi piace molto la Roma antica, quella del centro storico, dei monumenti
che ricordano la Roma di una volta, quella dei Cesari. Poi sono molto
legato alla zona dove vivo, alla Camilluccia. Una zona tranquilla e ben
tenuta.
Se tu fossi sindaco di Roma, cosa faresti per migliorarla?
Si sono dati da fare tutti i sindaci qui a Roma, da Carraro a Rutelli,
da Veltroni ad Alemanno. Nelle grandi città c’è sempre da fare qualcosa,
per migliorarle. Ci sono cose che vanno e cose che non vanno. I problemi
sono tanti… si parte dal traffico, alla pulizia, le strade, le buche…
hai voja. Non sai quanti problemi ci sono a Roma. Nonostante tutto,
trovo Roma una città molto vivibile, piena di storia, di arte, di
attrattive ed è difficile che uno qui a Roma possa annoiarsi. Ci sono
divertimenti per tutti i gusti, per tutte le persone, anche quelle più
difficili.
ha
detto:
- Sono stufo di sapere che le mie tasse finanziano film che non escono o
escono in maniera truffaldina.
- Nel cinema odio la volgarità e la cialtroneria. Non ho visto tutto il
cinema del mondo, ma per favore non fatemi passare per un analfabeta del
cinema.
- Ho cose migliori da fare che sedermi su un divano alle 22 e trenta a
vedere Bruno Vespa.
- Sono un comunista col superattico, embè? Perché uno che fa due soldi
dovrebbe cambiare idea? Non ho rubato e ho sempre pagato le tasse.
- Sono un uomo Rai. Con Berlusconi mai e poi mai.
- Vado poco al cinema. In sala mi irrito troppo perché c’è gente che
parla, che risponde al cellulare, inoltre non so perché tutti i
giocatori di pallacanestro che vanno al cinema, si siedono davanti a me
che sono un tappo.
- Non lamentatevi mai del clima di Roma. Credo che sia uno dei più belli
del mondo, come del resto la città.