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martedì 05 luglio 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           soggettive

Jerry Calà

nel 1999 per intervisteromane.net

 

Com’è il suo rapporto con Roma?
Il mio rapporto è ottimo perché ci vivo alternativamente a Verona, città dove vivono i miei famigliari. Io ho una casa nel centro di Roma, perché io amo molto il centro. Per cui diciamo che ho un ottimo rapporto con la Capitale, come lo ho con Verona, la mia città natale. Quasi tutti i weekend vengo a Verona, mentre il resto della settimana lo passo nella Capitale.


Il suo rapporto con la cucina romana?
Ottimo anche quello. Tant’è vero che ho aperto con un amico, un ristorante nel centro di Roma, a piazza Margana, che si chiama “La taverna degli amici”, quindi più buono di così. Nel ristorante facciamo molta cucina romana, cercando di farla bene, un po’ più leggera di quella autentica, tradizionale ed è un locale che sta andando piuttosto bene. E’ situato in un angolo caratteristico e tranquillo di Roma.


C’è un angolo di Roma a cui lei si sente legato?
Si! Campo dei Fiori, perché ci ho abitato per molti anni, cioè fin dall’inizio del mio soggiorno a Roma, ed è una piazza bellissima, perché è come essere in un paese. Ci si conosce tutti. Vai giù la mattina e ti salutano tutti , gli artigiani, quelli del mercato, una bella atmosfera. E’ un microcosmo molto colorito e molto interessante. Un pezzo di Roma ancora molto genuino.


Quando ti sei stabilito a Roma e come ricordi l’impatto?
Io mi trasferii a Roma agli inizi degli anni ’80, perché dal cabaret, cioè quando lasciai i Gatti di Vicolo Miracoli, passai al cinema e quindi da Milano, obbligatoriamente mi trasferii a Roma e devo dire che fu un impatto, diciamo non certo traumatico. Poi, all’inizio, quando uno arriva gli sembra sempre di essere in vacanza. Poi, ahimè, abitandovi, chiaramente vieni a contatto con quelli che sono i problemi della città di Roma, tipo il traffico, tipo una certa elasticità degli orari agli appuntamenti, questa usanza di discutere tutto a tavola, anche di lavoro, mentre noi siamo abituati un po’ a separare le cose. Però devo dire che poi alla fine diventa anche una maniera piacevole di vita, è un po’ meno stressante di quella di Milano, ecco.


Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza?
Ma, quello che provo quando arrivo a Verona dopo una lunga assenza, la stessa cosa. Io mi sento a casa in tutte e due le città. Poi, come bellezza, le trovo molto vicine, capito! Il Tevere e l’Adige, l’Arena e il Colosseo, ecc., solo che Verona è una dimensione più vivibile, mi piace di più passeggiare in centro, perché a Roma c’è più caos.


Come trovi i romani?
Già, i romani veri, genuini è difficile trovarli. Quando hai la fortuna di trovarli, devo dire, che sono delle persone veramente di cuore, spiritosissime e simpaticissime. Specialmente tra gente comune, nel senso buono, diciamo. Le battute che dicono i romani sono veramente inimitabili. Mentre invece la borghesia romana quella non è tanto simpatica.

 


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