martedì 06 aprile 2010
fuori porta
Omaggio a L'Aquila
6 aprile 2009, ore 3:32. Una scossa di terremoto mi sveglia di soprassalto. Penso: o si tratta di una scossa leggera con epicentro nelle vicinanze,o di una lontana, ma a quel punto molto intensa. Non avrei mai pensato potesse essere così intensa e devastante ed avesse colpito una città bella ed ospitale come L'Aquila. La distruzione, la morte, la devastazione di quei giorni è negli occhi di tutti,come pure la dignità e compostezza nel dolore e nella voglia immediata di ricostruzione da parte dei suoi fieri abitanti.
E' passato un anno e L'Aquila è ancora una città profondamente ferita. Gli abitanti del suo centro storico (e non solo) si stanno ancora battendo per riuscire a recuperarla e restaurarla il prima possibile. Molti, ora, vivono lontano da quelle strade e quelle piazze, ma è lì che vogliono tornare,è lì che noi che l'avevamo visitata da turisti, vogliamo tornare a reincontrarli. Per questo ho realizzato un video, costruito con materiale girato nell'estate del 2003,che vuole essere un piccolo omaggio alla città che era e che speriamo tutti possa tornare ad essere al più presto.
Spero possiate gradirlo ed apprezzare l'affetto per quella città e quella gente che mi ha spinto a realizzarlo.
Cari saluti
Flavio
Non resisto ad una riflessine cinematografica: tutti,
dico tutti, quando facciamo riprese in luoghi d'arte, cerchiamo
inquadrature dove non ci siano persone a "sporcarle" perchè vogliamo
godere della bellezza del sito. Alla luce di una città fantasma, questa
nostra ricerca appare triste perchè quel modo di guardare alle
architetture nulla rivela della vita di chi le abita.
E non c'è soluzione, tutte le volte che faremo un reportage che parli di
una basilica o di castello sarà sempre necessario anche per i
professionisti, avere deserto e silenzio. Come L'Aquila è nelle riprese
di Flavio, come adesso è L'Aquila. (n.d.r.)