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domenica 19 settembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   c'era una volta

La breccia di Porta Pia

L'unità d'Italia 1860, la breccia di Porta Pia e Roma capitale 1870...

150 anni, 140 anni

Che confusione!

Ma com'è che Roma diventa capitale quando l'Italia c'era già?

 

Era successo che nel 1860 l'Italia era stata unificata dopo la spedizione dei Mille di Garibaldi che conquista il Regno delle Due Sicilie risalendo la penisola da Palermo a Teano, dove lo "consegna" all'Italia di Vittorio Emanuele II. E i resto?

Il resto era già unificato: l'anno prima, nel 1859, il Piemonte dei Savoia (Regno di Sardegna) aveva vinto contro l'Austria la seconda guerra di indipendenza e ottenuto la Lombardia; nello stesso anno Granducato di Toscana,  le Legazioni (Bologna e la Romagna) il Ducato di Modena e il Ducato di Parma avevano scacciato i propri sovrani e proclamato l'annessione al Regno di Sardegna. Restavano fuori il Veneto e lo Stato pontificio.

 

E così, la mattina del 20 settembre 1870, intorno alle nove, l'artiglieria dell'esercito italiano, guidata dal generale Raffaele Cadorna, aprì una breccia di circa trenta metri nelle mura della città, accanto a Porta Pia, che consentì a due battaglioni (uno di fanteria, l'altro di bersaglieri) di occupare la città; una curiosità è che tra i partecipanti all'evento vi fu anche lo scrittore e giornalista Edmondo De Amicis, autore del libro Cuore, all'epoca ufficiale dell'esercito italiano.

 

Il fatto era politicamente molto importante perchè riuniva Roma e lo Stato Pontificio (Lazio, Umbria, Marche) all'Italia, ma dal punto di vista militare  l'operazione non fu di particolare rilievo anche perchè le truppe pontificie (complessivamente 15.000 uomini, tra cui dragoni pontifici, guardie svizzere, volontari provenienti per lo più da Francia, Austria, Baviera, Paesi Bassi, Irlanda, Spagna, ma soprattutto Zuavi, al comando dal generale Kanzler) opposero una resistenza molto debole per espressa volontà del Papa: e' noto che l'allora segretario di stato, il cardinale Giacomo Antonelli, abbia dato ordine al generale Kanzler di ritirare le truppe entro le mura e di limitarsi ad un puro atto di resistenza simbolico per evitare inutili e disumani spargimenti di sangue.

Pio IX, il Papa Re, condannò aspramente l'atto, con cui la Curia Romana vide sottrarsi il secolare dominio su Roma. Si ritirò in Vaticano, dichiarandosi "prigioniero" fino alla morte, e intimò ai cattolici - con il celebre decreto Non expedit - di non partecipare più da quel momento alla vita politica italiana. Il parlamento italiano, per cercare di risolvere la questione, promulgò nel 1871 la Legge delle Guarentigie, ma il Papa non accettò la soluzione unilaterale di riappacificazione proposta dal governo e non mutò il suo atteggiamento. Questa situazione, indicata come "Questione Romana", perdurò fino ai Patti Lateranensi del 1929.

 

Nel 1870 c'era già la fotografia anche se oggi ci sembra incredibile. E d'altra parte ancora 15 anni e sarebbe nato il cinema.

Godiamoci queste vecchie foto, insieme a qualche dipinto ovviamente "eroico"

 


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