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01.09.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'arrivo

Sul perchč si viene a Venezia per la Mostra del Cinema c'č poco da dire: per il cinema. E questo spazza via tutte le polemiche con la Festa di Roma.

Chi ama il cinema non ne ha mai abbastanza e quindi ben vengano tutti.

Non so per gli altri ma per me la prima volta fu un vero incanto.

Grazie ad un amico scoprii che la mia associazione culturale che si occupa solo di cinema, mi dava la possibilitā di richiedere l'accredito.

E' una forma di abbonamento che da diritto all'accesso gratuito a tutte le proiezioni nelle fasce e negli orari previsti per l'accredito stesso. Era il 1999 e l'accredito "cinema" costava 50mila lire.

Arrivai a Venezia insieme ad un'amica che a sua volta era insieme ad una banda di ragazzi tutti universitari al DAMS compresa la figlia; avevano preso una casa a Lido ed ero stata aggregata al gruppo per i cinque giorni che avevo programmato.

La prima giornata fu di disbrigo amministrativo cioč una spaventosa fila per ritirare l'accredito mentre qualcuno dei ragazzi cercava di comprare i biglietti per il film di apertura.

Questa č una costante: il film di apertura viene proiettato contemporaneamente in Sala Grande, dove sono sempre presenti regista, attori, produttore... e la prima sera si accede solo per inviti, e al PalaBiennale (che negli anni ha cambiato vari nomi, all'epoca era PalaBNL per via dello sponsor), insomma il tendone da 2000 posti montato al campo di rugby (segnalo la perenne presenza di terribili zanzare), luogo destinato prevalentemente agli accrediti cinema e dove la prima sera si accede con biglietto.

Naturalmente il film di apertura si puō vedere l'indomani ma per anni ho mantenuto il rito di essere al PalaBiennale la prima sera.

quell'anno la Mostra apriva con "Eyes Wide Shut", prima mondiale e Kubric appena scomparso.

I ragazzi avevano trovato per me e Isella gli ultimi due posti disponibili: ultimo e penultimo laterale sinistro, prima fila. Come dire che "Eyes Wide Shut" per me č stato molto "di prospettiva", compresa la lettura dei sottotitoli. Usciti dal cinema sulla laguna si era scatenato uno scirocco potente, tanto da sollevare la sabbia. E in bicicletta (l'avevamo noleggiata da Stefano al molo di Santa Maria Elisabetta - tre giorni 15mila lire) Isella e io abbiamo fatto una corsa dentro questo vento meraviglioso e strano, nel buio e nel silenzio che la sera cade sul Viale Marconi, perchč corri corri, dal Gran Viale si potevano vedere i fuochi d'artificio sulla laguna con cui la Mostra rendeva omaggio a Stanley Kubric: dopo l'ultimo botto colorato, sulla laguna apparve la scritta di luce "EYES WIDE SHUT".

Indimenticabile.

 

Sono passati otto anni, otto tessere, otto foto. Ogni tanto mi dico che l'incanto l'ho consumato, che la Mostra diventa una fatica rituale, che i film li posso vedere nelle sale, che forse quest'anno non ci vengo, e che c'č la Festa a Roma... Poi arriva maggio, vado sul sito della Biennale e non resisto.

ac :)


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