lunedì 14 novembre 2011
soggettive
Gli
Universi Temporali di Nicoletta Retico
Venerdì 11 novembre ho assistito con grande piacere alla presentazione
da parte del collega Arnaldo Gioacchini, presso l’Auditorium della
Biblioteca Comunale "Peppino Impastato" di Ladispoli - partecipi il
Sindaco Crescenzo Paliotta e l’Assessore alla Cultura Daniela
Ciarlantini - del libro di Nicoletta Retico "Universi Temporali -
Alchimie di quadri e racconti", Igeo Edizioni.
Si tratta di dieci racconti, ognuno introdotto da un quadro dipinto
dall'autrice, articolati in un percorso temporale che va dall'anno Mille
fino ai giorni nostri. Un libro dall’inconsueto formato album, una
accattivante via di mezzo tra il catalogo d'arte e l'opera letteraria.
Nicoletta Retico, nata a Roma nel 1968 ma attualmente residente a
Cerenova, vanta un curriculum culturale e artistico di indubbio
spessore: laureata in lettere con indirizzo storia dell’Arte,
insegnante, restauratrice di dipinti antichi ma anche valida pittrice di
suo, scrittrice, direttore artistico dell’Accademia delle Arti di Pyrgi
(Santa Severa) ha nel suo “palmares” un bel numero di premi e
riconoscimenti, ultimi nel tempo il Premio Primavera 2011 conferito
nella Sala della Protomoteca del Campidoglio e la selezione per la
Biennale d’Arte di Roma.
Racconta Nicoletta che il suo viaggio nella scrittura ha avuto un felice
inizio durante un bellissimo week end nell’isola di Ischia nel
laboratorio creativo della scrittrice Antonella Cilento.
Lasciamo la parola a Nicoletta Retico: “Tra il blu del mare e tutte le
sfumature del verde di un giardino pensile io, pittrice, scrivo il mio
primo racconto, chiudendo così il cerchio magico pittura-scrittura, dove
l’una attinge all’altra, tanto che spesso scrivo storie ispirate ai miei
quadri o viceversa”.
L’autrice ci spiega che i suoi racconti nascono nei più svariati modi:
da sogni, intuizioni, foto o frammenti di vita altrui, quadri che ha
visto o dipinto; a volte lascia scorrere le parole liberamente, altre
volte si documenta a fondo sull’argomento da trattare, ma comunque
sempre in ognuno c’è un pezzo della sua anima, un posto o una persona
che ama o che ha amato.
“ Di notte, al momento di addormentarmi” - afferma Nicoletta – “faccio
fatica a cedere al sonno, perché difficilmente smetto di pensare:
medito, rifletto, considero e ricordo, incessantemente. Poi, finalmente,
arriva l’attimo dell’abbandono e solo in quel punto, con dolcezza,
l’indaco della notte mi inghiotte. E sogno, sempre. Poi, di giorno,
dipingo e scrivo i miei sogni”.
E questi sogni, tradotti in bellissimi colori e preziose parole, li
regala a noi.
Claudio Pirolli