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sabato 10 luglio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   c'era una volta

Gli antichi porti di Roma

Il fatto è che il primo porto di Ostia da una parte era piccolo e non consentiva l'ancoraggio di grosse navi, dall'altra si insabbiava spesso: le navi dovevano ancorare al largo e le merci trasportate su navi più piccole che potevano risalire il corso del Tevere, insomma in grosso impiccio costoso.

E fu così che così l'imperatore Claudio (41-54 d.C.) nal 42 d.C. decise di costruire un nuovo porto malgrado il parere contrario dei tecnici che ritenevano la zona inadatta. A tre km a nord della foce del Tevere sorse il porto, per metà in terraferma e con due moli a tenaglia protesi nel mare.

 

 

Plinio racconta che il faro del nuovo porto fu innalzato su una nave di oltre mille tonnellate ma altri autori dicono che fu costruito su un isola artificiale, come in questa ricostruzione fantasiosa.

Infatti Svetonio scrive: "Fece costruire il Porto di Ostia circondato da un braccio a destra e da uno a sinistra e fece ergere un molo all'ingresso, in acque profonde, anzi, per poter gettare fondamenta più solide, vi fece affondare una nave che aveva trasportato dall'Egitto l'Obelisco Grande e , fissati su quella dei pali, vi fece costruire sopra un'altissima torre, ispirandosi al Faro di Alessandria, che guidasse la rotta delle navi con le sue luci notturne.", (Svetonio, Vita di Claudio, 20,3).

 

 

Sulla forma del faro possiamo rifarci alla numismatica, al mosaico della tomba 43 della necropoli di Porto e a quello posto nel Piazzale delle Corporazioni.

 

 

"Poro" Claudio, direbbe nonna Giulia, i lavori andarono avanti per anni, spese un sacco di soldi e non vide l'inaugurazione per che invece la fece Nerone nel 64 d.C. e che fece pure coniare alcune monete a futura memoria dell'evento.

E però i tecnici avevano ragione: già nel 62 una tempesta aveva distrutto almeno 200 navi, e poi piano piano il porto di Claudio cominciò ad insabbiarsi.

Così Traiano (98-117 d.C.) si decise a costruire un secondo porto. Era una meraviglia: il bacino era di forma esagonale (ogni lato misurava 358 metri con una diagonale di 716 metri) ed aveva sponde con mura con ormeggi costruiti in pietra. Al suo interno potevano attraccare circa 200 navi. Fu costruito in opus reticulatum e comunicava con il Tevere e con il Porto di Claudio mediante la Fossa Traianea (oggi Canale di Fiumicino). Il porto fu inaugurato nel 113 d.C. e la sua costruzione fu rievocata, anche questa volta, con la coniazione di alcune monete in bronzo.

Fu una cosa così importante che cambiò il nome della zona, da Portus Ostiensis a Portus Traiani o anche semplicemente Portus, comprendendo sotto tale nome anche l'insediamento intorno al porto stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E poi? e poi la fine dell'impero, il fatto che Roma non ha più bisogno di tante merci, e poi il medioevo.. e poi mettiamoci pure che senza navi ce attraccano e senza manutenzione, anche la meraviglia del porto di Traiano diventò palude.

E mettiamoci il sacro Tevere che, bontà sua, porta alla foce detriti che la metà bastava. di fatto, dai tempi di Traiano, la linea di costa è avanzata di quattro chilometri.

A - ai tempi della fondazione - Anco Marzio

B - ai tempi di Traiano - avanza di di circa 950 m., con una media annua di m. 1,28

C - Nel 1569 l'avanzamento era di m. 1750, con una media annua di m. 1,20

D E F - eccetera....

 

Il bacino di Traiano, è stato portato alla luce e restaurato negli anni Trenta ed oggi un'area protetta, si chiama "Oasi di Porto" e si può visitare su appuntamento da ottobre a giugno

 

 

Tel: 06 5880880

mail info@oasidiporto.it

web www.oasidiporto.it

 


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