lunedì 22 settembre 2014

            

                                                                                             quanto sei bella Roma

 

Zampilli

Per carità, non possiamo lamentarci e io meno che mai. Ma questo strano settembre, afoso, dopo una estate che da decenni non era così mite, proprio non ce lo aspettavano. Le temperature non è che siano eccessive ma "signora mia, è l'umidità che ci ammazza".

Ieri sera sul tardi un sito meteo dava l'umidità al 98%. Forse hanno esagerato, ma in questi giorni oltre il 20 settembre a Roma si schiatta di afa e di inevitabile sudore.

Ed è curioso che tutti i siti meteo non parlano più di temperatura "percepita", forse per non farci prendere dallo sconforto visto che ormai tocca solo che lavorare e aspettare che passi e che arrivino le prossime vacanze, cioè a Natale per chi ce la fa.

 

Io ho scoperto vecchi trucchi per non pagare esose bollette dovute all'aria condizionata: tengo aperta la porta di casa, come faceva la vecchia signora che abitava qui prima che io comprassi e il cui sportello sul portoncino mi avrebbe dovuto dare indicazioni: per stare freschi in una casa così piccola, storica, qui dal 1400 ma pensata per essere casa data in affitto ai poveracci, l'unico modo per fare "riscontro d'aria" era lasciare aperto, in qualche modo, il portoncino.  Ma noi no, figuriamoci. A parte la privacy, c'è anche il nostro essere più eleganti, civili... Sciocchezze! Stabilito che la sicurezza è garantita da un potente cancello al piano terra, stabilito che quando parlo al telefono chiudo, stabilito che il volume di eventuali film, trasmissioni, musica è percettibile solo da me, stabilito che non friggo... qua il portoncino è aperto. E si rifiata. Alla faia dell'aumento delle tariffe dell'energia.

 

E tutte le volte che posso vado ai bordi di una fontana.

Tempo addietro ho chiesto ad un amico architetto perchè ai bordi di una fontana si sente fresco visto che teoricamente l'acqua in sospensione generata dagli zampilli aumenta il tasso locale di umidità. E lui si è lanciato in una complicata teoria dei microclimi e dei moti convettivi dell'aria che non so ripetere ma di cui ho capito una cosa: il fresco dell'acqua corrente al contatto con l'aria calda circostante, genera una microcorrente di vento in loco che ci a stare come davanti ad un naturale condizionatore d'aria.

E lo sapevano tanto bene gli arabi, mi è venuto da pensare, che non si sono mai limitati a costruire canali per fertilizzare la terra ma hanno costruito apparentemente solo estetiche fontane.

Senza contare che già solo la vicinanza dell'acqua e il suo rumore ci da sollievo.

 

Quelli sopra sono gli zampilli del Tritone di piazza Barberini, fontana secondo me bellissima ma diventata sfortunata perchè al centro di un incrocio importante ma infelice. Non mi sembra di ricordare nessun romano, nemmeno me stessa, che si sia seduto vicino al Tritone. Eppure io ci sono passata migliaia di volte in autobus, in motorino, in macchina a piedi... Non sto esagerando, in trent'anni, a 365 giorni l'anno, considerando che giusto un paio d'anni non ho avuto ragione di passare da piazza Barberini...

Eppure mai una volta che mi sono fermata a godermi il il Re Tritone, come direbbe Walt Disney, e i suoi zampilli e il fresco che sicuramente genera.

E dire che l'ho anche disegnato...

Tritone, scusa, ti vengo a trovare presto.

 

angela :)

 

 

 


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