lunedė 04 ottobre 2010
soggettive
SPQR
Una volta per tutte ricordiamo che SPQR č l'acronimo della frase latina Senatus PopolusQue Romanus e significa "il Senato e il Popolo Romano", una firma, un segno che riassume le due grandi istituzioni di Roma: il senato e il popolo.
L'acronimo č tutt'ora il simbolo del Comune di Roma.
Il Senatore Umberto Bossi la scorsa settimana ha scatenato l'ilaritā dei suoi affermando un "nuovo" significato: Sono Porci Questi Romani.
Le virgolette stanno ad indicare che non č affatto una novitā ma si tratta di una citazione di citazione.
La prima storpiatura ironica č dei fumetti di Asterix dove Obelix spesso dice che l'acronimo significa Sono Pazzi Questi Romani ed č fra l'altro un'idea del traduttore italiano Marcello Marchesi che pensō di rendere cosė la frase originale Ils sont fous ces Romains.
Siamo agli inizi degli anni '60.
Nel 1994 Carlo Vanzina gira S.P.Q.R. 2000 e ― anni fa: č una parodia di mani pulite, c'č un senatore romano (Christian De Sica) che prende tangenti, cambia spesso amante insomma nulla di nuovo e un giudice milanese integerrimo (Massimo Boldi) che durante una partita al Colosseo fra le rispettive squadre, mentre i romani cantano "solo la nebbia, ciavete solo la nebbia" (sulle note di Guantanamera) gli viene l'idea geniale che SPQR significa, appunto, Sono Porci Questi Romani.
Chissā se il senatore Bossi č a conoscenza di tutto questo. Chissā se ne sono a conoscenza tutti quelli che ridevano.
Giuste reazioni di sdegno, reazioni dure anche dal sindaco Alemanno e del governatore Polverini che stanno con il senatur Bossi nella maggioranza di governo.
Il senatur non dice "sono stato frainteso" come usa fare spesso il capo del governo ma rigira la frittata con un diplomatico "non era rivolto ai cittadini romani ma ad un certo modo... " bla bla.
A me sembra sempre fresca la risposta data da Eugenio De Crescenzo: erano gli anni '90, la Lega era appena entrata nel panorama politico italiano. De Crescenzo si ritrova a a cena con neo deputato leghista che si lancia in commenti sulla capacitā di "lavurā, lavurā, lavurā" del popolo lumbard a fronte dell'indolenza italiana da Roma in gių con particolare riferimento ai napoletani. E De Crescenzo rispose: onorevole, quando voi lombardi eravate ancora nelle palafitte e vestivate di pelli, noi eravamo giā froci.
ac :)