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martedì 21 giugno 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           soggettive

Sabina Ciuffini nel 1998 per intervisteromane.net

 

Tu non sei romana però ti senti romana. Mi puoi spiegare?
Io sono nata in Argentina, sono figlia di italiani e sono nata in Argentina ,diciamo, per sbaglio. Ero piccolissima quando sono rientrata in Italia, avevo circa tre anni. Sono comunque cresciuta a Roma.


Come ricordi l’infanzia romana?

Ricordo i Re Savoia, allora li chiamavano così… Ricordo una Roma bella, tranquilla. Io per arrivare a scuola facevo tanti bei sentieri, non c’erano pericoli. Allora abitavo nel quartiere Vescovio. Ho un bel ricordo di quel posto.


Attualmente com’è il tuo rapporto con Roma?
Mia madre ci vive lì. La mia città non me l’ho più potuta godere a tempo pieno perché ho sposato un milanese e quindi sono lontana dalla mia Roma. Comunque Roma resta sempre la mia città. Quando lavoro faccio spessissimo la spola fra Milano e Roma, come adesso che lavoro molto. Quando invece non lavoro mi prendo 4-5 giorni di libertà e vado a Roma a trovare mia mamma, ma per pochi giorni perché ho la mia famiglia che mi aspetta a Milano.


Ti piace la cucina romana?
Io sono una buona cuoca, sai? Mi piace fare la pizzaiola, una cosa veloce per i miei ragazzi.. Mi piace l’agnello a scottadito e la matriciana. A Roma non è che frequento qualche trattoria in particolare. Vado dove mi portano gli amici anche perché non ho più la padronanza della città. Adesso pian piano sto acquistandola grazie anche al lavoro che mi porta spesso nella Capitale. Comunque di solito mi faccio portare da chi è più esperto, da chi se ne intende di più di trattorie.


C’è un angolo a cui ti senti legata?
A me piace molto il Pantheon. Sono legata a questo posto da bei ricordi. Andavamo da quelle parti la domenica a prendere il gelato. Poi sono legata a piazza Navona sempre per via dei ricordi. Mi ricorda nel mese di dicembre, verso Natale e poi alla Befana, le bancarelle. Io la vedevo o meglio la percepivo come una piazza magica, probabilmente crescendo ho perso questa capacità. Magari per tanti bambini le bancarelle fanno lo stesso effetto che faceva a me da ragazzina.


Cosa provi nel tornare a Roma dopo una lunga assenza.
Un senso di liberazione, nel senso dell’orizzonte. Milano è molto bella però non vedi mai l’orizzonte, per motivi architettonici. Invece a Roma, vai da una parte all’altra della città ed è tutta un’altra cosa. E’ una città meno claustrofoba. Vai in mezzo ai Fori Imperiali e ti sembra quasi di stare in campagna.


I romani come li trovi attraverso i pregi e i difetti?
Il romano è tutto troppo. A me il romano piace, sono romana e quindi senti sempre questo modo di vivere la realtà in modo piacevole. Il romano ha una filosofia che salta subito agli occhi. Una cosa che mi accorgo, venendo da fuori, diciamo “da forestiera “, è che il romano a volte è troppo in tutto.


Ma qual è, secondo te, il fascino di Roma?
Il motivo principale del suo fascino è quello storico e archeologico, perché affettivamente l’Italia possiede il 70 % del patrimonio artistico e Roma ne ha una grandissima parte. Comunque penso che più che Roma sia l’Italia in generale che attira così tanti stranieri. Non vorrei sembrare eccessivamente nazionalista, però sono sincera. L’Italia è stupenda, ci si sta bene, non so fino a quando, nonostante tutti i problemi che abbiamo. Roma è la Capitale, quindi l’interesse la polarizza .


Quali sono i mali di Roma che più ti feriscono?
E’ molto dispersiva e il traffico è insopportabile, anche se quello è uguale anche a Milano e nelle altre grandi città italiane e non.


In quale Roma del passato ti sarebbe piaciuto vivere?
In quella “arcaica”, cioè quella degli inizi. Quand’è nata Roma, Romolo e Remo, il ratto delle Sabine, ecc…


C’è una piazza romana che ami particolarmente?
Piazza Argentina la amo per motivi personali, ossia perché lì ci abitava mia nonna. C’è anche la fossa dei gatti. E’ un posto strano



 


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