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lunedì 04 ottobre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   c'era una volta

La stazione di Vigna Clara

Questa storia è avvolta nel più fitto mistero. Pochissimi sanno che c'è stata una stazione a Vigna Clara e noi stiamo per raccontarne le cupe vicende.

Tutto comincia nel 1990 quando, per i mondiali di calcio, si pone la necessità di avere un collegamento ferroviario con lo Stadio Olimpico ed allo scopo si utilizza frettolosamente una parte dell'anello ferroviario.

A quei tempi ancora non era terminato il viadotto su Via di Valle Aurelia che avrebbe potenziato (ma solo dieci anni dopo, per il Giubileo) la vecchia linea Roma-Viterbo ancora ad un solo binario.

E' proprio dalla linea per Viterbo che si realizza una diramazione "provvisoria" poco più a nord di Valle Aurelia e si attrezza una linea a binario singolo attraverso il tunnel di Monte Mario fino a Vigna Clara, il tutto a trazione elettrica. E non essendoci nessuna stazione vicino allo stadio, si realizza una fermata al Km 4+400 della galleria di Monte Mario, sotto al cimitero Francese. Per inciso, la costruzione della galleria, prevista per la realizzazione dell'anello ferroviario, va avanti 4 anni con un costo di circa 15 miliardi di lire..

La muova fermata, denominata Olimpico-Farnesina, altro non è che una semplice banchina posata al posto del secondo binario della galleria. Un tunnel pedonale di circa 150 metri porva all'aperto, sbucando in mezzo al verde, da dove si raggiunge, camminando su una strada asfaltata per l'occasione, dopo circa 700 m, lo Stadio. L'attraversamento della (pericolosa) via Olimpica è possibile grazie ad un ponte pedonale costruito dai genieri dell'esercito.

I lavori costano complessivamente quasi 90 miliardi di lire e comprendono, oltre alla nuova fermata, la realizzazione di un piano rialzato all'ingresso destinato ad ospitare uffici FS (che non arriveranno mai anzi, il piano è sempre rimasto in rustico) ed la realizzazione un sistema per regolare l’afflusso dei passeggeri all'interno della stazione stessa dove per ovvi motivi di sicurezza la sosta dei passeggeri deva essere contingentata e limitata allo stretto indispensabile.

Questa linea viene usata soltanto per 8 giorni, in occasione delle partite che si svolgono allo stadio Olimpico. I treni partivano a distanza di circa 20 minuti da Tiburtina e raggiungevano il capolinea di Vigna Clara con fermate a Tuscolana, Ostiense, Trastevere,  S.Pietro ed Olimpico - Farnesina; qui i tifosi scendevano dal treno per raggiungere lo stadio. Il treno proseguiva per Vigna Clara, dal lato collina Fleming, Via Monterosi, dove erano stati sistemati 4 binari di sosta. A fine partita il tutto funzionava nel verso opposto.

Le stime delle ferrovie dicono che In tutto sono scesi alla stazione di Olimpico - Farnesina circa 60.000 persone e, ovviamente, nessuna a Vigna Clara, salvo qualche curioso si è recato fin lì.

Dopo i mondiali tutto il collegamento viene abbandonato in vista della prosecuzione dei lavori che prevedono il definitivo raddoppio ed il consolidamento della galleria Cassia-Monte Mario. La chiusura avviene ufficialmente nell'ottobre del 1990, ma in pratica i treni (straordinari) erano cessati già dalla fine dei mondiali. Durante la chiusura entrambe le fermate (lasciate colposamente incustodite) vengono saccheggiate e vandalizzate. Il 22 febbraio del 1993 l'ANSA riporta la notizia del sequestro della stazione di Vigna Clara, disposto dal sostituto procuratore Giorgio Castellucci. L'indagine, guidata dal magistrato ed effettuata dalla Squadra Mobile romana, tendeva ad accertare se vi fossero stati comportamenti illeciti, nei confronti della pubblica amministrazione, nella costruzione della stazione e nel suo mancato utilizzo successivo.

Pochi giorni dopo anche la stazione di Olimpico - Farnesina viene posta sotto sequestro. Secondo le Ferrovie dello Stato tutto il tratto Farneto/Vigna Clara era "un collegamento provvisorio che usato a pieno regime non avrebbe offerto sufficienti garanzie di sicurezza" e in effetti all'interno della preesistente galleria, dove correvano due binari, non c'era spazio sufficiente per la discesa dei viaggiatori. Per risolvere radicalmente il problema sarebbe stato necessario ingrandire la galleria (operazione prevista per il funzionamento dell'anello ferroviario al costo di 300 miliardi di lire), ma prima dei Mondiali non c'era il tempo necessario per fare i lavori. Per questo era stato deciso di sacrificare uno dei due binari e costruirvi sopra un marciapiedi, per consentire la discesa dei viaggiatori.

Al termine delle indagini (dicembre 1993) Castellucci chiedeva il rinvio a giudizio per l'ex direttore generale del Ministero dei Trasporti Ercole Incalza, per tre dirigenti generali delle Ferrovie (Arturo Pandolfo, Sandro Cerasoli e Gianfranco Marras), per due ingegneri dipendenti dello stesso ente (Gianfranco Tiberi e Luigi Renzi), per l'ex capo compartimento delle Ferrovie di Roma, Carlo Ianniello, e per l'ingegnere direttore dei lavori Antonio Pacelli: i reati ipotizzati erano abuso d'ufficio e omissione d'atti di ufficio, ma nel 1995 tutti gli imputati sono stati prosciolti in quanto "il fatto non sussiste". In pratica nessuno poteva essere ritenuto colpevole di tale spreco di denaro.
Nel Novembre del 1995, c'è un tentativo (prontamente sventato dalla Polizia) di organizzare un Rave Party nella fermata di Farneto, mentre nella fermata di Vigna Clara (più controllata in quanto nel piano superiore vi sono alcuni esercizi commerciali) viene data in affitto dalle FS (per cifre che si aggiravano sui 100 milioni al mese o forse anche di più) e vi si organizza di tutto: spettacoli cinematografici, mostre di antiquariato. Questo fino al 1998, quando le FS rientrano nel pieno possesso della stazione
La stazione di Olimpico - Farnesina non verrà mai più riaperta, mentre nella stazione di Vigna Clara è stato ospitato un Pub. Attualmente non so cosa ci sia.

 

Il 20 aprile 2008, non a caso fra il primo e il secondo turno delle elezioni, la stazione abbandonata Olimpico-Farnesina viene occupata dalla neo nata “Area 19” un centro sociale e culturale legato al gruppo “Casa Pound”. Sono ancora lì.

Per capirci, siamo a via Monti della Farnesina

angela :)
 


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