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02.06.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Abitar viaggiando ovvero

la ricetta per una vacanza serena

 

Preambolo

Il più delle volte il successo di una ricetta sta nel nome. “Abitar viaggiando” locuzione che in due parole riassume magistralmente il concetto “mamma-mia-che-bel-posto-fermiamoci-qua” al quale in estate si può anche aggiungere “c’è-pure-tanta-ombra”. Non ricordo chi per primo ha tirato fuori questa azzeccatissima definizione, forse io, ma non credo, non sono poi così creativo…

 

Dosi e preparazione

L’ideale è costituito da tre coppie, massimo quattro ma assolutamente non di più, dotate di camper, va bene anche se un equipaggio dispone di roulotte (caravan) per un minimo di mobilità costituita dall’auto di traino, un paio di cani docili ma abbastanza rumorosi da tener lontano eventuali malintenzionati, se c’è qualche ragazzino pazienza, in tal caso sarebbe utile siano almeno due, un barbecue il più razionale possibile, un fon a batteria per tener vive le braci, una radio che di solito è in dotazione al camper, assolutamente vietato televisore e pc!

Assolutamente necessario un numero sufficiente di biciclette per raggiungere la località più vicina meritevole di visita o almeno la fermata del bus locale. Se c’è l’auto anzidetta che traina la roulotte di cui sopra, e l’auto è sufficientemente spaziosa, va bene lo stesso, per carità, ma è tutta un’altra cosa.

Disporre i tre (o quattro) mezzi a formare uno spiazzo protetto al centro, tipo carri dei coloni nei film western, dove piazzare tavolino e sedie, le sdraiette per i più “spaparanzoni”, carte da gioco (indispensabili), materiale illustrativo dei paraggi (assolutamente indispensabile).

Ecco, praticamente è tutto qui, e vi assicuro godrete di una vacanza serena, distensiva al massimo, vicina alla natura ma anche culturalmente interessante, basta saper cercare e trovare.

Tutto questo per la durata di un massimo di tre-quattro giorni: se si ha la fortuna di poter fruire di un periodo più lungo, può diventar necessario allora trasferirsi per una giornata nel più vicino camping o area sosta attrezzata per potersi dare almeno una lavata come dio comanda, svuotare i WC chimici e dare una fuggevole occhiata al TG (per chi proprio ci tiene).

Sono in grado di proporre questa eccezionale ricetta per averla sperimentata negli anni in tutte le sue possibili variazioni, dalla tendina canadese nido d’amore per coppietta, alla “tenda-casetta” a più vani per famigliola al suo nascere (con suocera al seguito che allontana le bambine al momento del montaggio per non ferire le loro tenere orecchie con bestemmie che più turpi non ne esistono), alla roulotte e infine al desiato ed amato camper…

Provare per credere.

 

Claudio

 


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