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21.05.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                         parole di sindaco e dintorni

"Più soldi ai consiglieri e armi ai vigili"
Il sindaco: “Inviterò il Papa in Comune per cancellare l’offesa della Sapienza”


di Giovanna Vitale

 


ERA uno dei punti più significativi della suo programma elettorale: «Al corpo della polizia municipale — si legge nel capitolo "sicurezza" che ora il sindaco Alemanno vuole tradurre in realtà — deve essere garantito il diritto di poter difendere se stesso e i cittadini, anche (...) mediante idonei strumenti quali l'armamento, lo sfollagente e il casco antisommossa».

Tutti trattati alla stregua di semplici arnesi da lavoro, come la pialla per il falegname o il martello per il fabbro. Innocui e necessari. Tant'è che «porteremo subito all'attenzione della giunta la delibera sull'armamento dei vigili urbani perché ce lo chiedono le associazioni di categoria e i sindacati», spiega nella sua prima dichiarazione pubblica il consigliere di An Dario Rossin, eletto ieri all'unanimità capogruppo del Pdl capitolino alla presenza del sindaco Alemanno. Che in serata ha dato un altro annuncio qualificante della sua politica: «Lunedì aprirò il consiglio comunale e in quell'occasione inviterò il Pontefice in Campidoglio per cancellare l'offesa ricevuta all'apertura dell'Anno accademico della Sapienza ». Un gesto che suona anche come risarcimento nei confronti di Benedetto XVI, dal momento che «l'allora consiglio comunale non riuscì a trovare una maggioranza per dare la più elementare solidarietà».

Ma partiamo dall'inizio. «Vogliamo dar vita a un regolamento che a tutt'oggi non esiste e proporre l'armamento che sarà sottoposto all'obiezione di coscienza e a corsi psico-attitudinali», aveva detto il neo capogruppo Rossin in mattinata. L'obbiettivo è chiaro: «I vigili non saranno solo quelli deputati ad elevare le multe». Bensì uomini pronti ad assumere progressivamente un ruolo di prevenzione e repressione di reati: per poi arrivare — come sempre da programma — alla «sostanziale equiparazione fra polizia municipale e polizia di Stato» attraverso una modifica legislativa da apportare in Parlamento.

Non è l'unico aiuto che il Comune di Roma chiederà al governo nazionale. L'altra riforma, che tanto sta a cuore al coordinatore regionale di Fi, Francesco Giro, fresco sottosegretario ai Beni culturali, è quella che riguarda gli stipendi dei consiglieri comunali, definiti «veri eroi del territorio pagati male», addirittura «i brutti anatroccoli della politica». Il perché è presto detto: «Sono trattati come dei semplici volontari o poco più», ha sostenuto Giro. «Roma, mi chiedo, può essere amministrata da consiglieri così maltrattati? Se è vero che ci accingiamo a ricevere poteri di carattere legislativo, perché i consiglieri comunali non possono essere considerati come quelli regionali? ».

Per il responsabile romano degli azzurri «è indecente e grottesca la disparità di trattamento tra consiglieri comunali, consiglieri regionali e parlamentari. Un deputato guadagna oggi quasi 14mila euro: mi chiedo se non si possa ridurre questo compenso. Si può fare e si deve fare, come segno di moralità nei confronti di chi ci ha votato. All'interno di questo discorso, inserisco i consiglieri comunali che ricevono gettoni di presenza ridicoli». Tanto più che gli strumenti legislativi ci sarebbero già, basta completare l'iter parlamentare: «C'è il disegno di legge Amato-Lanzillotta. Abbiamo incaricato il vicesindaco Cutrufo, componente della commissione Affari costituzionali, di riprendere il disegno per dare ai consiglieri comunali un nuovo status, un nuovo profilo. È sufficiente una legge ordinaria».

Ma si spinge anche oltre, il coordinatore forzista: «I consiglieri comunali dovrebbero ricevere pure una pensione». Anche perché «la legislazione vigente potrebbe spingere ad avere atteggiamenti poco leciti. Come si fa a gestire Roma con 1.800 euro al mese circa?». Nel frattempo Alemanno, congratulandosi con il neoletto Rossin, ha vantato un altro primato: «Il Pdl è il gruppo più numeroso della storia del consiglio comunale dall'inizio della Repubblica. Abbiamo la maggioranza assoluta in Campidoglio, fatto mai accaduto ». Neppure nel 2006, quando Veltroni vinse con quasi il 63% dei consensi: una bella rivincita.

Rafforzata dalla linea di condotta che il sindaco si prefigge di adottare: «Il consiglio comunale » ha spiegato «non sarà subalterno alla giunta. Non sarà solo un "approvatore" automatico del lavoro dell'esecutivo, ma avrà un ruolo attivo e propositivo. Ridaremo dignità al consiglio». Che dovrà produrre «delibere di sua iniziativa, a partire da quella sulla polizia municipale», appunto.
(Repubblica - 21 maggio 2008)
 


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