30.04.2008
parole di sindaco
Alemanno,
sicurezza e sviluppo
"E via la teca dell'Ara Pacis"
La replica dell'architetto: "Sono stupito, ma pronto a discuterne con lui"
Polemica sull'Ara Pacis. Se sicurezza e sviluppo sono punti già
annunciati, il terzo suona come una novità, soprattutto in termini di
"discontinuità" con l'amministrazione Veltroni. "La Teca di Meier è un
intervento da rimuovere. Non è ovviamente una priorità - ha detto Alemanno -
ci impegniamo a rivedere gli interventi fatti nel centro storico, anche se
le emergenze sono altre". E lancia l'idea di un riferendum: "Potrebbero
decidere i cittadini". Una polemica antica, spesso animata dal centrodestra.
Già nel maggio 2006 Alemanno, allora candidato della Cdl al Campidoglio, in
corsa contro Veltroni, aveva sostenuto che la capitale andava "liberata
dagli sfregi, per questo smonteremo la teca dell'Ara Pacis e la porteremo in
periferia".
Meier: "Pronto a discuterne". Il famoso architetto replica da New
York. Si dice "stupito" dalle dichiarazioni del sindaco e si chiede "perché
rilanciare oggi la controversia". "No so cosa significhino queste parole -
aggiunge - non ho mai incontrato il nuovo sindaco, non so chi sia. Sarei
felice di discuterne con lui, mi può chiamare in qualsiasi momento". E
lascia intendere che sarebbe pronto a spostarsi a Roma, se necessario.
Secondo l'architetto, l'Ara Pacis è diventata a Roma "la terza destinazione
turistica più popolare dopo San Pietro e il Colosseo. E' un fatto molto
significativo, è diventata una grande attrazione".
Sicurezza, "niente ronde o fai da te". La conferenza stampa del
sindaco è dedicata quasi interamente ai temi della sicurezza. Alemanno quasi
si scusa per non aver potuto convocare prima il Comitato ("Problemi tecnici
con la Prefettura") e fa sapere che il primo punto sarà "l'allontanamento di
coloro che hanno violato la legge e non sono cittadini italiani". Quanto
alle ronde, "a me l'idea non piace - osserva - la chiave potrebbe essere
quella delle associazioni di protezione civile, che fanno interventi non
solo di calamità ma anche di servizio d'ordine e controllo del territorio.
Si potrebbe studiare una integrazione sul territorio, potrebbero vigilare e
chiedere poi l'intervento delle forze dell'ordine, purché sia chiaro che non
sia giustizia fai da te".
"Vigili urbani, polizia a tutti gli effetti". A Porta a porta
Alemanno torna sul ruolo della polizia municipale, che "ha una funzione
finora applicata soltanto in parte". Serve una legge nazionale, afferma il
sindaco, "perché funziona solo a mezzo servizio". Certo, non bisogna "fare
gli sceriffi" ribadisce, e "più che pensare al poliziotto e al carabiniere
di quartiere" è necessario che "la polizia municipale sia polizia a tutti
gli effetti, quindi con un ruolo nel contrasto alla criminalità". Quanto al
commissario governativo, "può anche essere lo stesso prefetto di Roma, non
c'è bisogno di altre figure".
"I delinquenti, la priorità". La priorità, afferma Alemanno, è "la
questione delinquenti". E annuncia che "ci concentreremo per recuperare
quindici anni di lassismo contro chi delinque in questa città e colpisce non
i ricchi ma i più deboli. Essere rigorosi è l'altra faccia della medaglia
dell'essere solidali con chi lo merita". E prende a esempio New York: "Il
motto 'tolleranza zero' dev'essere anche il nostro. Se c'è riuscito Rudolph
Giuliani, ci riusciremo anche noi".
I campi rom. Altro argomento caldo, lo sgombero dei campi rom. "A
Roma ce ne sono 85 - ricorda Alemanno - cominceremo col chiudere da quelli
illegali, una sessantina. Un'operazione graduale, in cui cercheremo di
operare un meccanismo sistematico per eliminare gli abusivi e spostare fuori
dal centro abitato i regolari".
Tassisti. "Non possiamo revocare quanto già deliberato - spiega il
sindaco - ma cercheremo di fare un tavolo di collaborazione con i tassisti
perché sono una categoria importante con cui si può ricostruire un
rapporto".
Dirigenti comunali. "Ho confermato tutti i dirigenti interni di ruolo
e comandati, 280 in tutto, e congedato gli esterni, in tutto 31 - annuncia
il sindaco - questo atto rientra nella linea del voler ripartire dalle
risorse interne del Comune. Erano veramente troppi".
(Repubblica - 30 maggio 2008)