12.06.2008
parole di sindaco e dintorni
Croppi:
"Per l'Estate niente soldi" e sui conti scoppia la polemica
L´allarme dell´assessore alla Cultura. Intanto pezzi dell´Udc passano al Pdl
di Giovanna Vitale
Tra allarmi continui sul presunto buco di bilancio, il blocco delle spese
che rischia di vanificare una serie di progetti già avviati dalla precedente
giunta ed ex Udc che saltano sul carro del vincitore targato Pdl, in
Campidoglio c'è gran fermento. Uno degli assessori più attivi a spiegare la
politica del sindaco Alemanno è il responsabile della Cultura Umberto
Croppi, secondo cui non è lo stallo dell'amministrazione capitolina a
mettere in pericolo le manifestazioni dell'Estate romana, bensì il blocco
delle spese imposto dalla Ragioneria generale.
«Dall'ultima verifica sui conti» dice infatti Croppi «non esiste per il
Comune la possibilità di effettuare alcuna spesa che non sia legata ai
servizi essenziali per i cittadini, non solo quindi per l'Estate. È perciò
necessario che gli ispettori del Tesoro compiano il lavoro e che si decida
insieme al governo quali saranno le prospettive finanziarie
dell'amministrazione. Ci auguriamo che entro una decina di giorni il quadro
sia chiaro per confermare gli impegni presi». Una tabella di marcia
precisata anche dal coordinatore regionale di Fi: «Abbiamo scoperto» dice
Francesco Giro «che il debito del Comune è molto più ampio dei sette
miliardi previsti, viaggia verso i nove con voci scoperte. E temiamo oltre».
Secondo l'esponente azzurro «presto saremo chiamati a prendere una decisione
difficile: dichiarare o meno il dissesto finanziario». Ma l'opposizione
protesta: «Sarebbe un atto irresponsabile, che metterebbe la città nelle
mani del ministero del Tesoro. Persino dannoso per la maggioranza capitolina
perché il sindaco di Roma a quel punto lo farebbe il ministro Tremonti»
tuona il capogruppo del Pd Umberto Marroni, invitando il Pdl a smetterla con
la propaganda elettorale.
Intanto ieri la coalizione di centrodestra si è allargata, accogliendo a
Roma e nel Lazio quattro esponenti centristi. Ad abbandonare l'Udc «per
motivi politici e non personali» sono stati il consigliere regionale
Massimiliano Maselli, il consigliere comunale Dino Gasperini e il
consigliere provinciale Ettore Lucarelli. Il consigliere regionale Eugenio
Leopardi ha invece lasciato la Rosa per l'Italia. Per Giro si tratta del
«primo passo dell'operazione "Lazio 2010"», chiaro riferimento alle prossime
elezioni regionali.
Mentre l'onorevole azzurro Gianni Sammarco sottolinea come «Roma sia da
sempre un laboratorio» dove «nascono i progetti della politica nazionale».
Furibondo il segretario regionale Udc Luciano Ciocchetti: «Chi sostiene che
la scelta di salire sul carro del vincitore non sia stata dettata da
interessi e motivazioni personali non è credibile, visto che avrebbero
potuto cambiare casacca ben prima delle tornata elettorale. Come altrettanto
scorretto è sostenere che l'Udc stia approdando nel Pd». Secondo Ciocchetti
«è iniziata la compravendita di singoli esponenti politici in vista delle
regionali del 2010», con il Pdl che «pensa solo ad allargare le proprie fila
attraverso una campagna acquisti da calciomercato».
(Repubblica - 10 giugno 2008)