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04.06.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Al giro c'ero anch'io

Ebbene sė, caro Flavio.

Veramente io col giro domenica mattina non solo non c'entravo niente ma la cosa si annunciava problematica per via che ad una cert'ora avrebbero bloccato la circolazione degli autobus lungo il percorso, esattamente nei posti dove dovevo andare per lavoro.

Andavo infatti a fare le riprese alla messa armena a San Nicola da Tolentino, piazza Barberini. All'andata credo di aver preso forse l'ultimo 62 utile. La messa armena, cantata, bellissima (ma questa č un'altra storia) č finita alle 12,30 e a quell'ora piazza Barberini, via del Tritone, via del corso e piazza Venezia erano giā chiuse, insieme a tutto il resto delle strade interessate.

Prospettiva: tornare a casa a piedi. Prima reazione: uffa (eufemismo)

Seconda reazione: mah, chissā...

E ho tirato nuovamente fuori la telecamera.

Se quest'articolo fosse un film, a questo punto ci sarebbe, come in "piccolo grande uomo", un mio primo piano che direbbe, come in un montaggio discontinuo: "e questi occhi hanno visto cose che voi umani..."

 

Per fortuna il tempo era coperto e fresco e quindi il passeggiare piacevole. Senza contare che raramente Roma č senza macchine. Insomma una bellezza.

L'avventura prevedeva anche la scoperta dei varchi tra le transenne che delimitavano il percorso dei ciclisti e quindi una certa lettura inconsueta della cittā: vado da questo lato perchč cosė poi mi ritrovo lė e posso girare da lā... come se le strade fossero diventate fiumi e i varchi fossero i ponti (cosa che spesso penso siano i semafori).

Cosė, di varco in varco sono arrivata a via del Corso.

E qui comincia la galleria.

 

Intanto dico subito che Roma era piena di ciclisti e molti in tenuta da ciclista, maglietta, pantalone al ginocchio, casco; credo anche quelli che normalmente escono in abiti civili.

E poi gli "imbucati".

Ho visto un uomo pedalare tranquillo a via del corso con un palloncino attaccato dietro.

Ho visto un nonno con la nipotina pedalare sempre a via del corso addirittura contromano con l'unica accortezza di stare attaccato alla transenna.

Ho visto, e non sono riuscita a fotografarlo, un uomo con una bicicletta normale e abiti normali, mescolato tra tre o quattro ciclisti, pedalare come un addannato per restargli in mezzo.

Ho visto tante persone godersi lo spettacolo dalle terrazze del Vittoriano dove si arriva con l'ascensore tanto vituperato.

 

E ho visto che avrei dovuto regolare meglio il diaframma della telecamera perchč 'sti ciclisti corrono ma il fotogramma davanti al Campidoglio rende l'idea di quanto vanno veloci e in quel punto č ancora salita.

 

Ciao Flavio.

 

angela J

 


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