venerdì 20 gennaio 2012
antichi sapori
Alici
con l'indivia
Ed eccolo, finalmente, il piatto che molti aspettavano e che anche io non vedevo l'ora di preparare.
E voglio cominciare questo racconto con un ode all'alicetta. Io non le avevo mai comprate, mai pulite e mangiate raramente perchè le ho trovate sempre troppo salate o troppo saporite o troppo qualcosa. E mi chiedevo, fra l'altro, come fosse possibile pulire anche dalla lisca un pesciolino così piccolo.
La prima gradevole sorpresa è stata scoprire al banco del pesce al supermercato che le alici, pesce povero, costano veramente poco e sono tanto delicate che non si possono vendere oltre un giorno dalla pesca e dunque sono fresche.
Poi, quando si è trattato di pulirle, è stato amore al primo tocco. Le alici sono piccole, delicate, le tocchi e ti fanno tenerezza. Pulirle è facilissimo e nemmeno ti rendi conto di come succede ma alla fine le alici sono li, in filetti come quelli delle scatolette.
La ricetta delle alici con l'indivia
Per mezzo chilo di alici serve una cespo di indivia riccia.
Tagliare l'indivia in foglie e pulirla bene sotto l'acqua corrente.
Le ricette ufficiali dicono di lessarla un attimo al dente a di lasciarla sotto sale per un'ora. Io non ho fatto nulla di tutto questo e l'ho lasciata cruda e scrocchiarella.
Ungere con olio d'oliva un tegame da forno, fare un primo strato di indivia e poi procedere con uno strato di alici, uno di indivia, uno di alici.... l'ultimo deve essere di indivia.
Condire con sale (poco), pepe e aglio, mettere in forno a 150 gradi per 40 minuti. Et voilà.
Ma io ho fatto alcune modifiche perchè... mhhmmmm... tendo sempre ad "ammorbidire" il sapore del pesce.
E dunque innanzi tutto ho lasciato le alici per una mezzora in un succo fatto con mezzo limone e mezza arancia.
Agli strati di alici e indivia ho aggiunto qualche olivetta nera denocciolata ma soprattutto ho spolverato le alici con una manciatina di pecorino romano.
Quasi niente sale e comunque mai sulle alici ma solo sull'indivia,
Una spolveratina di pepe nero,
Niente aglio perchè se da una parte amo l'odore dell'aglio crudo o appena saltato in padella, non amo il sapore che assume quando è cotto a lungo.
Infine ho aggiunto il succo di limone e arancia e per asciugarlo del tutto, dopo la cottura in forno, ho saltato il tortino sul fuoco più alto del fornello a gas.
A questo punto forse avrei potuto aggiungere uno spicchio d'aglio crudo ma non l'ho fatto perchè il profumo era già meraviglioso.
So di avere alterato molto la ricetta ma mi diverte che sia diventata così "trasversale": l'arancia ha dato un sentore agro-dolce che ricorda la cucina siciliana, il pecorino, per altro romano, l'ha fatta scantonare nella sperimentazione.
Provare per credere.
angela :)