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mercoledì 24 ottobre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Amore mio aiutami

 

Anno domini 1968.

Giovanni e Raffaella sono una coppia benestante e se non fosse per una inspiegabile immobilità di un braccio di lei, non ci sarebbe nessun problema; dirigente affermato lui, casa a Sabaudia, concerti di musica classica per lei, una bella casa a Monte Mario lato Farnesina con vista panoramica sullo stadio Olimpico ed è questa l'inquadratura che apre il film e che in pochi secondi, insieme ai titoli di testa, racconta dei due personaggi.

Ma è proprio ai concerti che Raffaella ha conosciuto un uomo e se ne è innamorata; e la cosa e' complicata dal fatto che lei ama anche il marito. Giovanni, dal canto suo, sarebbe anche partito da un atteggiamento aperto in linea con i tempi (bisogna dirsi tutto e poi se non si ama più, meglio dividersi) ma quando Raffaella gli racconta dell'altro uomo, reagisce con la normale e legittima gelosia, botte comprese.

 

Location perfettamente in linea con il tono della famiglia.

Dalla finestra panoramica, oltre allo stadio Olimpico si vedono il Palazzatto dello Sport a i palazzi del Villaggio Olimpico accanto al viadotto di Corso Francia, tutto costruito da otto anni per le Olimpiadi del 1960.

La sala dei concerti si trova a Villa Giulia e Giovanni, seguendo i due innamorati, percorre Viale delle Belle Arti.

Di Sabaudia, che in fondo è una delle spiagge dei romani, si vede il tipico mare del litorale, basso e sabbioso, con le onde a catena una dietro l'altra che lo fanno sembrare più agitato di quanto non lo sia in realtà.

E' tra le dune di Sabaudia che si svolge la famosa scena degli schiaffoni "Sì che lo amo" per la quale Monica vitti ha avuto come controfigura Fiorella Mannoia che, figlia di circensi, da ragazza faceva la stuntman e pare che proprio dopo questo film, quando alla fine delle riprese si ritrovò con lividi ed ecchimosi, decise di lasciare il cinema e cominciare a dedicarsi alla musica. Viene da commentare "ammazza quanto menava Alberto Sordi!" ma senza quei lividi forse non avremmo avuto una bravissima cantante.

 

Alberto Sordi anche in questo caso e' sempre buon interprete delle situazioni e delle reazioni degli italiani, riesce sicuramente a cogliere i fenomeni in tempo reale ma quando firma la regia e dirige se stesso, e' come se gli mancasse qualcosa; ed è l'occhio esterno del regista che può, proprio perché esterno, inventare, suggerire sfumature che dirigendo se stesso, Sordi non riesce ad inventare.

 

Buona visione.

 


 

angela :)

 

 


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