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soggettive
L’AMORE
PER ROMA
L’amore per Roma può essere manifestato in tanti modi, e tutti i sensi
possono partecipare .
L’udito viene attivato dalla musica. La canzone romana ha una tradizione
secolare ed ancora oggi, dopo Claudio Villa e Gabriela Ferri, prosegue con
Lando Fiorini e con altri artisti che tengono sempre alto questo settore.
L’olfatto ed il gusto ci riportano alla tradizione culinaria romana e quando
si passa davanti a certi locali di cucina romana si percepiscono profumi che
“ basterebbe intignece er pane “ ed il gioco è fatto. Il tatto, secondo me,
a Roma viene esaltato dal verde che vi impera per le tante ville ed ameni
luoghi erbosi ove ci si può rotolare come su tappeti soffici e toccare la
realtà dell’ambiente che ci circonda. E poi vi è la vista. Roma è il luogo
dell’esaltazione della vista con la sua fantasmagoria di immagini di
incredibile bellezza naturale ed artistica, e cosa dovremmo dire della luce
del cielo di Roma. Chi ha girato un po’ il mondo si rende conto che la luce
del cielo di Roma è unica per chi vi abita , per i turisti, per tutti. E la
fotografia è il mezzo per immortalare e possedere quello che si vede. In
questi giorni a Roma, nell’ambito del Festival della Fotografia, vi sono due
mostre importanti, una del maestro dell’immagine Helmut Newton intitolata
“72 ore a Roma “ presso la Shaker Culture Club in Piazza di Spagna 66 e
l’altra della celebre fotografa italiana Enrica Scalari con la sua “
Finestre su Roma “ presso la galleria Antonacci in Via Margutta 54 .Il primo
ha realizzato, in un suo soggiorno a Roma nel 1998, 45 foto tutte in bianco
e nero, ha scattato nei luoghi più intriganti della città di notte o con
filtri rossi che trasformano il giorno in notte. Con poche parole possiamo
dire che Roma già è stupenda ma negli scatti di Newton è anche magica ed
intrigante. L’altra artista la fotografa da luoghi particolari e crea cammei
di immagini che vedono Roma trasformarsi in quadri visti appunto attraverso
finestre affacciate sulla città. Ricordano gli acquerelli di tutti gli
illustri artisti passati per Roma tra il settecento e l’ottocento. Un
ricordo a Goethe che, con il suo viaggio in Italia, dette uno spazio
importante alla nostra città scrivendo testualmente “ Quando, come avviene a
Roma, ci si trova continuamente in presenza di prodotti della scultura
antica, si ha la stessa sensazione di alcunché di infinito,
d’imperscrutabile, che si trova al cospetto della natura “.
La fotografia quindi come esaltazione della vista. Mi rivolgo a tutti e
fotografiamo Roma, anche da neofiti, ma con l’occhio libero di rivolgersi al
nostro amore senza remore ed in assoluta libertà di espressione. Fotografare
è come possedere. Possediamo Roma fotografandola. Spero di esser da stimolo
a tanti che vorranno provare le stesse sensazioni che ho provato io
fotografando la mia città.
massimo