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Angeli e Demoni: perplessi e anche un po' offesi

Riporto 4 brani del libro che mi sono sembrati "singolari"

 

L'elicottero del Vaticano volava basso in direzione nord, attraverso il perenne strato di smog prodotto dal traffico dell'Urbe. Langdon osservò l'ingorgo di autobus, motorini, pullman turistici e stuoli di fiat che sfrecciavano come impazziti. "Koyaaniqatsi" pensò. Era una parola hopi che significava "vita senza equilibrio". cap.33 - pag.136

Non credo che sorvolando una grande città degli Stati Uniti, da dove Dan Browne vive, si abbia l'immagine dell'equilibrio ma diciamo che lo scrittore si è fatto prendere la mano del luogo comune sugli italiani fantasiosi anche nella guida. Ma andiamo avanti.

 

A destra della chiesa (S. Maria del Popolo) c'era un vicolo stretto e buio, delimitato da muri molto alti. Puzzava di urina, come tante viuzze di quella città dove i bagni pubblici scarseggiano. cap.64 pag. 280

Il puzzo di urina nelle tante viuzze l'ho trovato veramente offensivo perchè non vero. E andiamo avanti ancora:

 

La piazza (Barberini) era stata oggetto di una vivace polemica. Vent'anni prima, la costruzione di una stazione della metropolitana aveva scatenato le proteste di numerosi storici dell'arte, i quali temevano che gli scavi potessero compromettere la stabilità dell'obelisco che si trovava al centro della piazza. Era stato perciò deciso di trasferirlo altrove e sostituirlo con una piccola fontana detta del Tritone - cap. 8 - pag. 375

E meno male che l'autore si documenta e ha la moglie storico dell'arte a fargli da consulente! La "piccola statua detta del Tritone" è lì dal 1643, anno in cui Gian Lorenzo Bernini la crea per papa Urbano VIII Barberini e la pone al centro della piazza dove si affaccia il suo palazzo.

Bhe!... Ma le sorprese, chiamiamole così non finiscono.

 

...si ritrovò immerso (il protagonista accademico di storia dell'arte !!!) nella vasca gelida (della fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona) e reagì solo dopo un po'. Si rese conto di non avere più la pistola che doveva essergli caduta da qualche parte. La cercò sott'acqua, sul fondo scivoloso. A un certo punto mise la mano su qualcosa di metallico. "Ma no, sono solo monetine..."

L'istinto lo avrebbe spinto in superficie a prendere fiato, ma il terrore lo teneva sul fondo. Doveva continuare a nuotare e tentare di capire dove fosse l'assassino. - cap. 102 - pag. 433

Il dubbio che Dan Browne sia mai venuto a Roma è diventato certezza, come anche il fatto che la sua documentazione sulle tradizioni turistiche, soprattutto americane, della nostra città, faccia acqua da tutte le parti. E trattandosi di fontane lo trovo perfino divertente.

Qualunque tour operator statunitense, credo, spero,  sa che è Fontana di Trevi quella delle monetine e non la fontana di Piazza Navona. Ma soprattutto chiunque sia passato da Piazza Navona, anche senza essere romano di sette generazioni o diventato romano, ha visto che la fontana non è profonda tanto da poterci nuotare.

 

Che dobbiamo dire a questo punto?. Bello lo stile, bello l'intreccio, belle le ipotesi sui simboli, bello il ritmo, ma, Dan Browne, vuoi documentarti un po' di più, anche sull'odore di urina di certi vicoli romani? E andiamo, su!

angela cannizzaro

 

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