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lunedì 09 luglio 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                           fuori porta

Anzio

Se non fosse che, incredibile nel terzo millennio, da Campoleone fino a Nettuno, cioè per quasi tutto l'intero tratto, la linea è a binario unico, si arriverebbe ad Anzio più velocemente e i treni sarebbero più frequenti. Per chi avesse vissuto solo in aree "modernizzate" suggerisco la riflessione: se la linea è a binario unico, i treni nelle due direzioni si possono incontrare solo nelle stazioni e questo causa la bassa frequenza delle corse e le attese.

Ricordare per credere: fino al 2000 era così anche la supertrafficata linea Roma-Cesano diventata poi, col raddoppio del binario, quasi una metropolitana.

qualcuno obietterà che forse il traffico pendolare verso Anzio e Nettuno non è così voluminoso, che da quelle città non c'è tutta questa marea di gente che viene a Roma... forse è così e la spesa non varrebbe l'impresa. Ma, attenzione, è così anche per Albano, Frascati, Velletri e non mi si venga a dire che dai Castelli a Roma ci viene poca gente tutte le mattine.

Eh... continuiamo a favorire l'automobile e i petrolieri che hanno fatto la fortuna dell'Italia negli anni del boom economico.

E d'altra parte, tornando ad Anzio, il "raddoppio" termine tanto caro al mio papà ferroviere, non sarebbe nemmeno possibile perchè appena arrivati a Lavinio, le case sono proprio sulla ferrovia, separate da una siepe, forse costruite regolarmente in tempi di piani regolatori di breve cabotaggio, forse abusive e poi sanate. Insomma, passandoci in questi anni, ho avuto la sensazione che lo spazio proprio non ci sia. come sui tornanti verso Frascati o verso Tivoli, solo che qui lo capisco meno perchè siamo in pianura.

E così per arrivare ad Anzio c'è un treno ogni ora e ci mette circa un'ora ad arrivare. Costo della gita 3,60 euro. Se po fa'.

 

La prima volta ad Anzio fu con un amico artista: pochi soldi, macchina zoppicante (che non sono mai stati problemi perchè non è che io ... ehmmmm.... abbia mani navigato proprio nell'oro) ma purtroppo una curiosa inclinazione all'ostinato risparmio; di quelli che quando si entra in trattoria si chiede subito quanto mai costerà. Ed è giusto ma allora dillo prima e organizza uno spuntino al sacco... sorprendetele le donne! noi non cerchiamo altro...

Invece mi volle portare a mangiare una frittura di pesce al porto, di Anzio ho visto poco o forse mi ero stranita dal suo brontolio sul conto. Peccato.

 

Poi è arrivata Simona, romana felicemente trapiantata. E con Simona Anzio ha preso esistenza.

E' stato per lavoro ma è stato subito mare. Simona quella domenica mattina di marzo col sole mi aspettava per una intervista al Museo dello Sbarco che è nella stessa Villa Adele dove c'è il Museo Archeologico per il quale Simona lavora. Ero in anticipo di oltre un'ora, anticipo in fondo ragionato, e ho seguito la strada e sono arrivata al mare.

Ah.....la meraviglia. Ho perfino fatto quella cosa stupida di scrivere un "ti amo ... (nome del fortunato e/o malcapitato)" sulla sabbia che aveva la leggera crosta di umidità delle mattine di primavera. Ho telefonato ad amici facendo sentire il rumore delle onde e scatenando piccoli anatemi... poi sono andata da Simona al Museo.

Ma del porto con le trattorie nessuna traccia; mi restava la sensazione che Anzio avesse "due mari"

La volta successiva Simona ha sciolto il mistero: è proprio così. Il mare ad Anzio fa una curva e ci sono veramente due mari, due parti della costa, piccole e vicinissime, ma diverse: la spiaggia dove sono stata comincia dal porto finisce a nord ai resti della Villa di Nerone, villa sul mare a riprova che i ricchi hanno sempre capito tutto: l'altra parte, in direzione Nettuno, "piega" verso terra, ci sono il porticciolo da dove in estate partono gli aliscafi per le Isole Pontine, dove ci sono gli stabilimenti balneari, dove c'è il "Paradiso", palazzo liberty leggero e sognante, e dove ogni anno il 22 gennaio c'è la rievocazione dello sbarco degli alleati, tutto merito dello zelante direttore del Museo dello Nerone è libera, nel qual caso una volta in queste settimane vorrei andarci a nuotare al tramonto. Tanto l'ultimo treno per Roma è alle 21,50. Perfino il tempo di un drink.

Devo chiedere a Simona.

 

angela :)

 

ps - Simona lavora per una cooperativa che nell'ambito delle attività del Museo archeologico organizza visite guidate e iniziative tutte piuttosto belle.

E poi con Simona abbiamo la "panchina delle meraviglie": guarda il mare dal cortile del Liceo Innocenzo XII ad Anzio Mare Chiaro (ex colonia fascista smozzicata quanto basta a piacerci), liceo dove abbiamo lavorato insieme per Banca della Memoria e dove aspettavano, al sole d'inverno e primavera, che suonasse la campanella e cominciassero i seminari con i ragazzi. Che bello, rifacciamolo.


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