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18.02.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                accade a Roma Appello per Via Tuscolana

Dopo tanto tempo che non lo facevo, e spinto soprattutto da una macchina che, ormai, sta esalando gli ultimi respiri (e quindi tendo ad usare il meno possibile), mi sono ritrovato a dover svolgere delle commissioni con la mia amata bicicletta nel freddo febbraio romano. Sensazione piacevole, a patto di essere sufficientemente coperti (ovvero come se si scalasse il Monte Bianco), ma che mi ha portato a verificare delle cose di cui avevo avuto sentore in macchina ed autobus, ma a cui avevo fatto poco caso. Colpevolmente.

Entro subito nel dettaglio, perché altrimenti difficilmente si potrà capire il mio grido di dolore ed appello: l'obiettivo della mia pedalata si trovava poco dopo il Raccordo Anulare sulla via Tuscolana. Tale via, considerata (a torto) consolare come le vicine Appia e Casilina (per quanto le fonti affermano che sia di realizzazione medioevale, unendo tratti preesistenti per portare i cittadini romani fino al Tuscolo), nonché fregiata del titolo di Strada Statale (numero 215, per la cronaca) al di là della cintura del G.R.A. ed allungata fino a Rocca Priora ed oltre, non può certo essere considerata una strada di importanza secondaria.

Attorno ad essa sono nati il IX e X Municipio (il primo, in realtà, vede anche l'Appia come sua grande arteria vitale), quartieri di grande sviluppo economico ed abitativo, pieno di attrazioni commerciali e culturali (il Mandrione, con i suoi reperti archeologici ed i suoi acquedotti si dipana accanto a tale via ed anche la famosa Porta Furba è attraversata da tale strada). Anche la vicinanza con l'uscita dell'autostrada Roma-Napoli la inserisce come una via di sicura importanza. Curioso da dire, ma poi nemmeno tanto, che gli abitanti dei due municipi che accedono a tale strada si siano sempre rispettosamente odiati e scannati, anche in virtù del fatto che il confine, più morale che geografico, sia determinato da una discesa/salita (dipende da che parte la si guardi) di notevoli proporzioni. Quelli del IX (che spesso di autoproclamano abitanti della Tuscolana Citeriore) parlano della Discesa di Porta Furba (appartenendo ancora detta porta al loro territorio) e si sentono superiori perché più centrali ed a ridosso, con il confine opposto della circoscrizione, a San Giovanni, da cui detta porta, tuttavia, dista cinque chilometri buoni. Inoltre si sentono nobilitati dalla presenza di Via Appia Nuova, una delle vie commerciali per eccellenza. Da sotto, dal X Municipio, gli abitanti di Quadraro, Don Bosco e Cinecittà (ossia la Tuscolana Ulteriore) rispondono che quelli al di là della Salita del Quadraro (sempre la stessa, ma con altro nome...) sono solo un po' meno periferici di loro, ma sempre di periferia si tratta. Ed aggiungono che da loro la Tuscolana è veramente una grande via commerciale, caratterizzata da prezzi relativamente bassi e grande varietà di scelta. Ambedue le fazioni, ovviamente, hanno parte di ragione...

Ed ora, chiarito il contesto, veniamo a noi. Tornando a casa (nella Tuscolana Citeriore), terminata la salita, ho potuto verificare a bordo della mia fida bici che il nostro (ormai ex) Sindaco si è dimenticato di noi. Lo dico sinceramente, pacatamente: “Ziouòlter”, come molti hanno chiamato affettuosamente il nostro dimissionario primo cittadino ha fatto tante cose per Roma ma anche... no. Ha rifatto il manto stradale di molte strade principali, ma anche... si è dimenticato di altre. Non si pensi che sono di parte: il fatto è che tra Porta Furba e, almeno, Via Nocera Umbra (stiamo parlando di almeno un paio di chilometri di strada) non ci sono più di trenta centimetri senza buche, dislivelli, toppe ormai distrutte, disconnessioni, salti improvvisi, montagne russe e tutto quello che può essere utile ad uno sventurato ciclista per vomitare tutta la cena della sera prima. E non voglio nemmeno immaginare la bravura dei motociclisti nel governare i loro mezzi su un simile fondo sconnesso. Del resto non è un caso se spesso, troppo spesso, qualcuno va per terra e, poi, viene spedito all'ospedale San Giovanni...

Per questo, serenamente, pacatamente, chiedo al nostro “Ziouòlter” o/e a chi ne prenderà la successione di ricordarsi anche di noi non per costruire altri inutili parcheggi nella divisione delle carreggiate (cosa che ha più che dimezzato i posti macchina con conseguenza di doppie file quasi costanti), ma di rifare al più presto il manto stradale di una strada che, lo dico sinceramente, è diventata indegna di questa città.

Flavio


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