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Apriamo i cortili ai bambini
Si è inaugurata giorni fa la mostra dei lavori dei ragazzi delle scuole romane voluta dal Comune di Roma dal titolo “Piccoli condomini in gioco“ ove 1770 bambini dai 6 ai 10 anni hanno partecipato alla campagna di comunicazione per far conoscere la loro voce ( e sensibilizzare gli adulti ) sul tema del diritto al gioco negli spazi condominiali.

Questa notizia mi risveglia ricordi della mia infanzia, quando le strade, complice la guerra e la poca disponibilità economica, erano libere dalle auto e da tutti i pericoli che ci sono ora. Una dimensione che si fatica a ricordare ed impossibile a far capire a chi non l’ha vissuta.

Noi bambini eravamo liberi di muoverci non nello spazio del nostro condominio, ma in tutta la strada ove abitavamo. E la strada ci dava il senso di appartenenza. Infatti, quando ci si incontrava per giocare con altri coetanei sconosciuti, la presentazione era “di che strada sei?” “di Via Alfredo Baccarini , e tu ?“ “di Circonvallazione Appia “. Ed al calar del sole, quando si sentiva il rintocco della campana della sera, si aprivano le finestre e le voci delle varie mamme gridavano i nomi dei loro figli chiamandoli perché rientrassero a casa. Così tutti tornavamo a casa a fare i compiti.
I miei nipoti non hanno il sentore di cosa voglia dire questa libertà.

Le strade ora sono colme di auto e moto parcheggiate anche sui marciapiedi, di smog e di polveri sottili ed molti bambini sono allergici ed asmatici e noi adulti diciamo di volergli bene! E’ vero vanno in piscina, al basket, fanno danza , ginnastica artistica magari per prevenire la scoliosi che prendono assumendo posture sbagliate. Ma spesso di giochi all’aria aperta (ma che aria) è difficile poterne fare.

E’ vero che Roma ha molte zone verdi e giardini attrezzati, ma spesso devono e possono essere raggiunte solo prendendo il mezzo pubblico o l’automobile per la distanza da casa e con la compagnia di un adulto e spesso non è possibile. Così i bambini stanno a casa magari a giocare alla playstation. E quando si ha la “fortuna“ di abitare in un complesso ove vi sia un cortile, grande o piccolo, gli adulti gridano “bambini andate a casa perché fate chiasso e date fastidio “.

Oppure, come avviene ove abitano i miei tre nipoti, in un grande complesso a Monte Sacro, nello spazio privato che unisce i vari palazzi, vi posteggiano le automobili ed addio giochi per i bambini.

Una volta, in attesa dei miei nipoti in questo cortile, mi si è avvicinata una signora, condomina di un palazzo, pensando che fossi anch’io un condomino, dicendomi “bisogna fare qualcosa contro questi bambini che giocano a pallone“. Non ho risposto lasciando cadere il discorso, per educazione. Ma questi bambini, che già abbiamo condannato alle camere a gas provocate dallo smog , li vogliamo legare?

Il concorso presentato dal Comune mi ha dato una grande gioia, perché finalmente ci siamo accorti che abbiamo l’obbligo di ricreare le condizioni ambientali necessarie alle esigenze di vita ludica e sociale dei bambini nella nostra città che spesso li emargina. Restituire i cortili dei condomini al divertimento è, secondo me, una civile abitudine per creare le condizioni perché i bambini, specialmente quelli che abitano in condomini con spazi comuni ( come per noi erano una volta le strade ), possano comunicare tra di loro al di fuori della scuola magari mettendo fuori le auto ( quelle si che danno fastidio ), ascoltando le esigenze dei bambini e le loro grida gioiose musica del futuro del mondo.

 

massimo giacomozzi

 

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