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02.06.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                          soggettive

Ancora l'Ara Pacis... purtroppo.

 

La teca di Meier può anche non piacere ma vale la pena di ricordare un po' di cose:

UNO - Richard Meier è uno dei più grandi architetti contemporanei, come dire una specie di Pietro da Cortona del terzo millennio, le sue linee si ispirano, credo, a quelle di F.L.Wright e di Mies Van de Rohe. Ma queste sono cose da ex-studenti di architettura (a proposito, Meier ha "completato la sua formazione" proprio qui a Roma per potersi ispirare ai grandi della classicità romana e rinascimentale)

 

DUE - Da quando è stata inaugurata, l'Ara Pacis è diventata una scusa in più per venire a Roma, in molti casi è il motivo per tornare a Roma solo per vedere la nuova Ara Pacis del grande architetto (ricordo che a Roma il comparto turistico è quello più importante). Su Meier c'è di fatto un piccolo tour: l'Ara Pacis e la chiesa a Tor Tre teste (30mila visitatori in un anno in un posto che anche il più romano dei romani non sa bene come raggiungere)

 

TRE - Visto che parliamo di periferie, ci tengo a ricordare la gigantesca gaffe che ha fatto Alemanno appena eletto sindaco con il "singolare" proposito di smontare la teca di Meier e ricostruirla in periferia. Come dire, è brutta, ve la mandiamo in borgata che tanto non andate troppo per il sottile. Infatti non se ne è più parlato. Senza contare la non indifferente questione del "anche volendo fare questa sciocchezza, chi paga?"

Infatti Alemanno pare che voglia chiedere a Meier di trovare una soluzione per ammorbidire l'impatto della teca sull'intorno.

 

QUATTRO - Sul fatto che la teca non piaccia, credo che sia cosa ascrivibile alla scarsa disponibilità al nuovo, scarsa disponibilità al nuovo a sua volta dovuta al fatto che a Roma di nuovo c'è poco dal lontano 1960 quando per le olimpiadi, Nervi costruì il Palazzo e il Palazzetto dello Sport.

Al contrario di Parigi che orna il suo centro con il Beaubourg o con la Piramide al Louvre, e al contrario di altre capitali altrettanto "storiche", Roma non arricchisce il suo centro storico con buona architettura contemporanea.

E ovviamente non arricchisce nemmeno la periferia lasciata nelle mani dei ben noti palazzinari almeno fino agli anni 70 con risultati come Magliana... e dove le architetture, nel bene e nel male, sono Tor Bella Monaca, Corviale, Vigna Murata... Continuo?

 

CINQUE - Ai romani non piace il nuovo, non è piaciuta la metropolitana a piazza di Spagna che ha portato i borgatari nelle strade eleganti, non piace ai miei vicini di casa la sistemazione di piazza della Chiesa Nuova che ha levato un orrendo parcheggio sporco e dato spazio alle evoluzioni dei ragazzi con gli skate e le biciclette, non piace l'Auditorium perchè sembrano bacherozzi, non piace la teca di Meier perchè "è troppo moderna", andrebbe forse bene ma non qui, forse in periferia (appunto); e  non ci accorge che gli edifici di piazza Augusto Imperatore sono "ancora nuovi", esempio forse nemmeno tanto bello del Movimento Moderno anni '30.

Una città che ha inventato tutto, dal Senato, ai Fori, alle Terme, al diritto, agli acquedotti, si dimostra in questi casi un po' bacchettona e conservatrice. Che peccato.

 

SEI - E poi sulla teca, diciamolo, la questione fu ed è ancora politica; i partiti di destra se la dovevano prendere con Rutelli prima, con Veltroni poi. La teca avrebbe potuto essere anche in stile neo-corinzio finto antico con riccioloni e puttini e non sarebbe andata bene comunque.

 

SETTE - E infine, ce n'è per tutti, voglio dire due paroline al commento di Cecchini, il vandalo della Fontana di Trevi colorata di rosso e delle migliaia di palline in quadricromia (blu, rosse, gialle e verdi) a Piazza di Spagna: capisco che qualcuno ha dovuto pulire ma in fondo quelle erano state performances provocatorie (anche se non abbiamo capito con chi ce l'aveva il "vandalo") e divertenti. Soprattutto non lesive del bene artistico.

Le scritte di stanotte sul muro bianco della teca imbrattano e basta, caro Cecchini. Capisco che il messaggio forse ti piace (il tricolore... il cesso...) ma questo è solo stupido, ignorante e cafone vandalismo. Riserverei ai buontemponi la seguente punizione: ripulire la parete della teca con lo spazzolino da denti.


angela cannizzaro  

 

 

 

 


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