31.08.2006
accade a Roma
ALLA
MARGUTTA ARCADE E’ DI SCENA IL MISTERO
Inaugura il 21 settembre 2006 la personale di un maestro straordinario,
Fulvio Rendhell
presentato da Inés Izzo, alla Margutta Arcade di Roma fino al 6 ottobre
Con Fulvio Rendhell, artista poliedrico e intimista, ricercatore del
mistero, la galleria di Inés Izzo alla Margutta Arcade apre la stagione
autunnale, il prossimo 21 settembre, in grande stile.
Le tele, quasi tutte di grande formato, animano uno spazio sofisticato che
sembra creato apposta per accogliere questa mostra dal sapore un po’ magico
e un po’ intimista.
Ed è così che Rendhell, nello stesso modo in cui vive ed ha vissuto, esprime
nei suoi quadri i propri stimoli interiori, un’introspezione segreta
proiettata nell’universo del femmineo, una ricerca costante che investe
problematiche poi risolte su un piano surreale e onirico.
Sono due gli incubi che affollano i suoi sogni: la “fanciulla” e l’”ombra”:
l’ombra è una specie di ectoplasma creato dalla mente della fanciulla, una
sorta di alter ego che l’accompagna nella sua crescita di donna. A volte è
un’ombra-salvifica, altre volte un’ombra-orco che incarna le prime pulsioni
sessuali, gli impulsi primordiali che vogliono trasformare la crisalide in
farfalla.
Sempre due sono gli elementi che compaiono frequentemente nelle opere di
Rendhell: la bambola e la luna, intesa quest’ultima come deità femminile.
Vediamo così bambole fatte a pezzi dall’uomo nero come oltraggio e
frantumazione del tabù dell’innocenza, bambole incuriosite dove l’impulso
sessuale interiore si trasforma in dubbio, angoscia o atto liberatorio.
E’ così che l’uomo nero assume le sembianze simboliche dell’orco delle
favole, il demone da cui fuggivano le fanciulle di ere lontane, attualizzato
e traslato oggi nella paura del Mistero. Una sorta di Giano Bifronte, un
simbolo dal quale fuggire ma che può, nel contempo, essere il veicolo per
uscire dagli inferi e tuffarsi nell’universo stellare.
In tutto questo cammino, la Venere fanciulla di Fulvio Rendhell può solo
intuire cosa l’aspetta alla fine della sua trasformazione, nel compimento
dei suoi impulsi segreti che si affacciano prepotenti da un mondo di
archetipi. Un mondo che l’artista descrive sapientemente in un sofisticato
gioco di reminiscenze di classicismo e favola.
La tela, inizialmente immacolata, si offre a Rendhell, per consentire che il
pennello possa trasferire in lei un vissuto spesso contraddittorio, in una
sorta di incontro scontro: la tela è lì, bianca, il pennello si agita
nell’aria e lentamente su di lei prendono corpo le forme di un sogno, dei
sogni-incubi in cui favola, mito, religiosità ambigua si incontrano in una
sorta di danza pagana. Ecco nascere così forme segni colori come in un grido
lanciato all’impuro incontaminato: la farfalla dalla breve vita di
un’estate. L’artista mescola intelligentemente le carte, le butta sul tavolo
e sta a ciascuno di noi leggerle a seconda di ciò che ha in mano.
Davanti a noi c’è un artista che rifugge la produzione quantitativa, perché
ogni quadro è frutto di una lunga gestazione, sballottato incessantemente in
questa sua gravidanza psichica tra inferno e paradiso, sedi opposte e
interscambiabili per la creazione della sua arte.
Fulvio Rendhell è un artista che non ha bisogno di platee, ma preferisce
quasi accogliere le sue opere in una sorta di protettivo mistero, forse per
nascondere i respiri della sua anima che prenderanno però forma e colore in
un universo pittorico, unico sogno inespresso e inesprimibile che lo
tormenta.
Mostra: “Rendhell, il pittore dell’ombra”
dove: Margutta Arcade - Via Margutta 3
periodo: 22 settembre – 6 ottobre 2006
orari: 11.00-19.30 dal martedì alla domenica - chiuso il lunedì
Mostra ideata e curata da: Inés Izzo
Ingresso gratuito
Info: 06 32111271 – 06 36006244 – Cell. 335 7407204
comunicato stampa