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                                                                                                   accade a Roma

 
Asteroide 66458 Romaplanetario


Non è l'inizio di un racconto di fantascienza (ma chissà, se lo suggeriamo al nostro "fisico bestiale"...); c'è un asteroide, scoperto da un astrofisico italiano, Gianluca Masi, che si chiama così: Romaplanetario.
Cosa siano gli asteroidi, a parte la doverosa ricerca con google, possiamo sintetizzarla come suggerisce Flavio (sempre lui, il nostro fisico bestiale), con un termine "tecnico" per gli addetti ai lavori: un patatoso, insomma un oggetto a forma di patata perchè pare che al di sotto di un certo diametro, anche a furia di ruotare, il sasso (sercio nella sacra lingua capitolina) non ce la fa a diventare tondo. Al massimo riesce a smussare gli spigoli. E infatti il nostro patatoso è lungo solo 4 km.
Ed ecco perchè si chiama Romaplanetario.
Racconta il suo scopritore Gianluca Masi che quella notte del 22 agosto 1999 stava occupandosi per lavoro di osservare il cielo cercando quei meteoriti che anziché restare nella loro regione tra Marte e Giove, hanno un'orbita che li porta a rischio di impatto con la terra, tipo Deep Impact o Armageddon, per capirci.
E quella notte, proprio come succede in Deep Impact, il nostro astrofisico vede un oggetto nella costellazione dei Pesci che cammina veloce e in senso contrario a tutti gli altri oggetti in un punto del cielo dove non doveva esserci.
Lo comunica al Minor Planet Center, l'Ente che raccoglie le osservazioni sugli oggetti celesti che lo segnale al NEO - Near Earth Obijecyt (oggetti vicini alla Terra). Da tutto il nostro pianeta lo guardano e lo riguardano, alla fine stabiliscono che non è un oggetto in collisione ma un asteroide ordinario con un'orbita vistosamente ellittica. Gli assegnano la sigla provvisoria 1999QV1 in attesa di conoscere l'orbita definitiva.
Come è intuibile la cosa prende un po' di tempo e si arriva al 2003, quando si accerta che è veramente un asteroide. In questi casi è previsto che lo scopritore possa scegliere il nome.
L'astrofisico racconta che il nome viene da un aneddoto e gli piace l'analogia, visto che un asteroide si può considerare un "aneddoto" nella grande storia del cielo.
Tornava da un convegno da Santiago del Cile, scalo a Parigi, problemi col volo per Roma, rimescolano i posti e si ritrova accanto a Walter Veltroni. Un po' di chiacchiere e Veltroni gli dice che poco meno di un anno e Roma avrà il nuovo Planetario dopo che quello all'Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano è stato chiuso (cosa avrei dato per vederlo!). Così quella sera il nostro astrofisico torna a casa, ci pensa un po' e comunica alla Commissione Dell'International Astronomical Union il nome che vuole dare al suo asteroide: Romaplanetario.

A me questa cosa mi commuove. Un giovane astrofisico può dare il proprio nome ad un asteroide, essere per sempre, nei secoli dei secoli nella storia, anche se per gli addetti ai lavori, e invece decide di lasciare alla storia del cielo il nome di Roma. Bhe!...

Al Planetario, che compie oggi 2 anni, è esposta una riproduzione in scala del patatoso con una idea a dir poco geniale. Si sono accorti che la superficie del nuovo asteroide corrisponde grosso modo al centro di Roma dentro le Mura Aureliane e che cosa si sono inventati? Di spalmare la pianta di Roma con il tracciato delle strade e le emergenze monumentali. Quindi sul patatoso Planetario di Roma ci sono riprodotti in scala il Campidoglio, il Colosseo, il Vaticano, piazza Navona, le terme di Caracalla, la stazione Termini, piazza del Popolo, il tracciato delle Mura Aureliane e il segno delle strade.
Io lo trovo bellissimo.
Ecco il video

(che è anche il primo video che pubblichiamo sul nostro giornale e nessuno se ne voglia ma io ero una che ad un certo punto, nella mezza adolescenza, ha smesso di guardare la Tv per mettersi sul terrazzetto a guardare le stelle. E ho fatto bene)

66458 Romaplanetario ha un diametro tra i 2 e i 4 km, orbita ad una distanza media dal Sole di oltre 390 milioni di km (2,6 volte la distanza Terra-Sole) il suo anno (il tempo del percorso intorno al Sole) è di 4,2 anni terrestri.

angela cannizzaro :)
 

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