24.12.2008
antichi sapori
Astice
e/o aragosta
Sul come cucinare questa bestia tanto orrenda nell'aspetto quanto buonissima nel sapore c'è veramente pochissimo da dire.
Si prende l'animale e lo si scaraventa dentro all'acqua bollente per 15 minuti.
dopo una significativa battaglia per raggiungere la polpa, si mangia condita con maionese o altra salsetta di proprio gradimento.
Finirebbe qui se io non avessi avuto una storia che ancora rido.
Volevo fare bella figura con un innamorato, grande cuoco, buonissima forchetta, grande amante del pesce.
E così decido di invitarlo a mangiare l'aragosta.
Problema numero uno. dove trovare l'aragosta?
Peppe, altro grande amico, grande cuoco eccetera, sosteneva che l'unico mercato degno di nota per il pesce era quello di piazza Jacini a Vigna clara. Ma Peppe abitava ai Parioli, era, diciamo, nel suo settore. Infatti l'innamorato che abitava in zona eur, sosteneva che il migliore mercato eccetera erano i Mercati Generali di via Ostiense (quando ancora erano lì9 sono che bisognava andarci la mattina presto (e questa era la magnifica avventura) e tutto sommato posso immaginare che i prezzi fossero anche di gran lunga diversi.
Ma io non avevo alcuna voglia di svegliarmi all'alba e per giunta avevo abitato a Vigna Clara. Così inforcai il mio potente (?) motorino ciao rosso invecchiato (nel senso dei graffi) della Piaggio e mi diressi verso corso Francia.
Il problema numero due mi fu posto dalla giovanotta al negozio del pesce. "L'aragosta come la vuole, signora, viva e surgelata?"
Mi vennero davanti le riflessioni degli esegeti: l'aragosta va cotta viva, presa e scaraventata nell'acqua bollente, coperta subito per evitare che salti via dalla pentola. E non ti impressionare se ti sembra che stia gridando.
Che orrore! Forse un giorno le aragoste si vendicheranno atrocemente.
E subito dopo mi è venuta davanti la possibile scena: io in motorino con la busta dell'aragosta viva appesa al manubrio... e io a casa con una gatta famelica che sente odore di pesce vivo.
"Surgelata", dissi con buona pace degli esegeti.
E così cuocerla non fu un orrore.
il problema numero tre si presentò a tavola: non ho mai posseduto lo strumento per spaccare il carapace dell'aragosta, che altro non è che una tronchese.
Stasera invece mi sono regalata un astice.
Io non ho mai capito se sono il maschio (l'aragosta) e la femmina (l'astice) della stessa specie ma di certo c'è che l'astice non ha il carapace ma sembra una specie di gigantesca mazzancolla. Certo pare anche che la polpa buona sia nelle chele e lì proprio non so come farò. Ma farò.
Oh, nel frattempo ho scoperto che altrettanto semplici sono gli spaghetti all'astice.
il solito soffrittino di cipolla, la solita aggiunta di pomodori freschi. Aggiungere gli astici insieme ad un generoso bicchiere di vino bianco.
Lasciar stringere, cuocere gli spaghetti e dopo averli scolati, saltarli nella padella.
Una spolverata di prezzemolo fresco e buon appetito dove mangeremo prima gli spaghetti per poi occuparci dell'animale con i problemi di cui sopra.
Pare che l'astice sia come l'aragosta ma
costa molto di meno. E pare anche che alcuni ristoranti poco seri servano
astice per aragosta. non so come sia possibile tranne che in piatti dove
dell'animale c'è solo la polpa perchè a vederli sono molto diversi l'uno
dall'altro.
angela :)