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giovedì 16 dicembre 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                       la città futura

ATAC - Quale futuro?

Oggi ho capito finalmente cosa è quella sensazione quando sto alla fermata dell'autobus e l'autobus non passa. Oggi pomeriggio alle cinque il sole tramontava, faceva sempre più freddo e la linea era il 30 sulla Colombo all'altezza della Regione Lazio. Ma avrebbe potuto essere il 23 o il 280 a via Marmorata, il 63 da qualche parte....

Solo per citare linee "nobili", quelle che attraversano il centro di Roma.

Aspettando il 30 oggi pomeriggio mi sono sentita una persona della cui vita non gliene frega niente a nessuno, motivo per cui può aspettare dieci, quindici, venti... minuti.

Sui giornali ho letto in sequenza, a venti giorni di distanza due cose relative all'ATAC, la prima non ha avuto nessuna ridondanza, probabilmente l'hanno notata in pochi. Eccola

 

25 novembre 2010 - laRepubblica

Soffocata dai debiti Atac vicina al crac
Esauriti i fidi a disposizione: entro fine mese i libri in tribunale. Un report riservato dell´ad Basile al sindaco: "Non coperto il fabbisogno di novembre". Tra le ipotesi l´aumento del biglietto

Meno di una settimana. Non più di 120 ore. Scadute le quali, in assenza di azioni concrete, l'Atac sarà costretta a portare i libri in tribunale. La corsa contro il tempo per salvare l'azienda capitolina è contenuta in un report riservatissimo che il nuovo amministratore delegato, Maurizio Basile, ha consegnato al sindaco Gianni Alemanno e all'assessore al Bilancio Maurizio Leo. Una decina di pagine fitte di numeri e tabelle che certificano il dissesto del colosso romano dei trasporti e la necessità di un intervento immediato al fine di scongiurarlo.
Agghiacciante il passaggio relativo all'evoluzione della cassa, laddove si legge che "Atac genera un fabbisogno finanziario netto negativo mensile pari a 50 milioni da coprire interamente tramite l'utilizzo dei fidi bancari accordati. In considerazione del fatto che la società dispone di fidi accordati per 397 milioni e che al 26 ottobre riporta fidi inutilizzati per solo 48,2 milioni, stante il fabbisogno mensile atteso, l'azienda avrà saturato le proprie fonti di finanziamento già a partire dalla fine del mese di novembre p. v. e non potendo adempiere le proprie obbligazioni si troverà, di fatto, in default". Tecnicamente fallita.
Ecco perché occorre fare in fretta. E siccome non c'è più tempo, né per riscuotere gli ingenti trasferimenti dovuti ma mai erogati dalla Regione e dal Comune, né per aspettare il varo della famosa riforma della Holding capitolina, Basile suggerisce di procedere a una profonda ristrutturazione del debito finanziario da breve a lungo termine.
La tenaglia che, dati alla mano, ha soffocato l'Atac è un misto di cattiva gestione, nuove norme di finanza pubblica, montagne di crediti vantati inutilmente. Il preconsuntivo economico 2010 rileva infatti una perdita di 120 milioni di euro (38 in più rispetto al 2009), tanto più grave perché rappresenta oltre un terzo del capitale sociale, portando l'azienda dritto al commissariamento, così come prevede il codice civile. Circostanza che, spiega Basile nel suo report, renderebbe necessaria una ricapitalizzazione da parte del Campidoglio, operazione però vietata dalla Finanziaria varata dal governo a maggio nel caso di società pubbliche in perdita per tre esercizi, come appunto l'Atac. Vittima peraltro del blocco dei fondi regionali che, uniti al "drastico ridimensionamento" di quelli comunali, hanno precipitato la società sull'orlo del crac: ben 411 i milioni che la Pisana deve a vario titolo all'azienda del trasporto romano, mentre il saldo crediti-debiti con il Campidoglio calcola in 88 milioni quelli ancora da esigere. Cifre talmente elevate da imporre - ad avviso di Basile - di concordare al più presto un piano di pagamenti certi che consenta di rendere "bancabili" i crediti.
Conclusione: il piano finora attuato dal management presenta "numerosi punti di criticità". Compreso il "consistente aumento tariffario posizionato al 2012, non lontano quindi - è messo nero su bianco - dalla scadenza del mandato del sindaco". Inespresso ma logico il corollario: con l'Atac ridotta così, meglio aumentare subito il prezzo dei biglietti. Due i vantaggi: si garantiscono entrate sicure e si guadagna tempo per recuperare gli elettori.

 

E poi la seconda notizia, che ha avuto molta più ridondanza, giustamente, perchè trattasi di scandalo, malcostume, truffa magnamagna e che non so se sia collegata con la prima nei fatti.

 

10 dicembre 2010 - laRepubblica

Roma, l'inchiesta su parentopoli
Atac e Ama, la mappa dei favoritiIl centrodestra
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Parentopoli atto secondo. Dopo l'apertura di un fascicolo per abuso d'ufficio relativo alle 854 assunzioni per chiamata diretta effettuate negli ultimi anni dall'azienda del trasporto pubblico capitolino, ieri la Procura di Roma ha deciso di raddoppiare, avviando un'inchiesta stavolta sull'Ama, la società comunale dei rifiuti sospettata di aver usato lo stesso metodo e imbarcato oltre un migliaio di nuovi dipendenti dal 2008 in poi. Un fronte destinato ad allargarsi. E non solo alle altre muncipalizzate.

"Anche noi siamo interessati alla vicenda", è subito intervenuto Pasquale Iannantuono, procuratore regionale della Corte dei Conti. "Stiamo richiedendo alle amministrazioni interessate tutti i documenti, appena arriveranno, li valuteremo". Una delle ipotesi all'esame della magistratura penale riguarda il periodo in cui è stata reclutata una buona fetta del più recente personale Atac: si intende in sostanza verificare se l'allora amministratore delegato, Adalberto Bertucci, abbia proceduto senza averne i poteri, ovvero nelle due settimane intercorse tra la sua designazione al vertice dell'azienda da parte dell'azionista-Campidoglio e la nomina ratificata dall'assemblea dei soci.

Una bufera che spiazza ogni giorno di più il sindaco Gianni Alemanno. In preda a un crescendo di umor nero. "È in atto una montatura della vicenda ridicola ed eccessiva, che diventa un vero e proprio attacco politico. Credo che si siano superati i limiti della realtà, non ci sono migliaia di assunzioni clientelari ma alcuni casi che vanno studiati", reagisce stizzito in mattinata. Propone delle soluzioni nel pomeriggio: "Faremo inchieste anche su altre municipalizzate". Tenta di correre ai ripari in serata, quando i leader romani di Cgil e Uil, Di Berardino e Scardaone, gli ricordano l'esistenza di un Codice etico sulle assunzioni, firmato con la giunta Veltroni nel 2006, rimasto disatteso: "Quel protocollo è insufficiente e da aggiornare", taglia corto Alemanno. "Ne prepareremo un nuovo che preveda l'introduzione a tutti i livelli di concorsi pubblici". La presa d'atto che la situazione potrebbe sfuggirgli di mano. Da arginare anche con una controffensiva. E dagli elenchi diffusi ieri dal centrodestra spunta il nome di Luca Rotino, figlio dell'ex caposcorta di Veltroni quando governava il Campidoglio, arruolato come verificatore presso la rimessa di Grottarossa. "Il padre lavorava con noi, ma non ho la minima idea di cosa facesse il figlio. Magari è entrato con un concorso", replica Walter Verini, all'epoca capo-segreteria del sindaco. "Ciò che è certo che mai nessuno di noi ha operato indebite pressioni per far prendere chicchessia in un'azienda comunale".

Comunque sia, l'assedio dell'opposizione ad Alemanno non si placa. "Oggi emerge qualcosa di maggiore gravità politica rispetto agli abusi di potere e i conseguenti sprechi di denaro pubblico commessi dal sindaco di Roma, dalla giunta e dalla sua maggioranza", attacca il vicepresidente del Pd a Palazzo Madama, Luigi Zanda. "I romani possono ancora credere che il sindaco Alemanno sia una persona affidabile? Possono credere a quel che dice?", si chiede il senatore democratico citando la smentita offerta l'altro ieri dal primo cittadino ("Non sapevo che il mio caposcorta avesse una figlia", tantomeno assunta all'Ama) salvo poi ritrovarsi su Repubblica 1 la foto in cui lui assiste in chiesa al matrimonio di lei. "Negli Stati Uniti d'America, che sono una vera democrazia, se il responsabile di fatti di questa natura non si dimette, scatta l'impeachment", conclude durissimo Zanda. Dimissioni che il capogruppo capitolino del Pd, Umberto Marroni, invoca almeno per l'assessore ai Trasporti perché "non si può insabbiare lo scandalo Atac dando la colpa ad altri".

E mentre il senatore dipietrista Stefano Pedica, che su Parentopoli sta preparando un suo personale dossier, afferma trattarsi di "una vera tangentopoli: ci sono dentro favori, voti di scambio, di tutto. Penso che le assunzioni facili, oggi stimate in 2mila, vadano triplicate", il leader dell'Api e consigliere comunale in carica, Francesco Rutelli, presenta in Campidoglio una "mozione urgentissima" per chiedere l'istituzione di una commissione ristretta che, entro 20 giorni, relazioni all'assemblea sul reclutamento "scellerato" operato "nel corso di questa consiliatura".
Un pressing che costringe Alemanno nell'angolo. Difeso a fatica dai suoi stessi consiglieri ("Il sindaco e la sua maggioranza sono i primi a voler fare chiarezza", si sgola il capogruppo pdl Luca Gramazio) e dalla governatrice Renata Polverini: "Non conosco la vicenda ma sono convinta che l'amministrazione saprà produrre certezze che non c'è nessuna Parentopoli".
 

Adesso io mi chiedo: come è possibile che una azienda che sa di essere sulla strada della crisi assume nuovi dipendenti?

 

E se tanto mi da tanto alla luce del deficit, quanto aspetterò l'autobus nel 2011
 

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