venerdì 31 dicembre 2010
soggettive
Buon
Anno
la Vedo nel quartiere da molti anni, tanti che non so più quanti. L'ho vista al massimo splendore della sua carriera di attrice, poi nella lunga fase della sua malattia e poi recupero ostinato. L'avevo anche incontrata una volta a pranzo: io ero con un suo amico, lei ad un tavolo vicino, i due si sono salutati, io ho salutato educatamente.
E l'ho sempre incontrata negli ultimi anni allo stesso supermercato.
Ho sempre pensato, e credo a ragione, che quando sei una attrice famosa, tendi a proteggerti, non parli, non guardi, non saluti perchè non sai se sei tu come persona che l'altro guarda e saluta o se sei la persona nota.
Così non l'ho mai salutata, nemmeno settimane fa alla fermata dell'autobus quando era evidente che, per prendere quell'autobus, stavamo tutti andando a salutare Mario Monicelli per l'ultima volta alla Casa del cinema.
Ma lei è Athina Cenci e io solo Angela. Sì, mi occupo di cinema ma... in fondo... solo una vicina di casa.
E invece ieri mattina, incrociandola lei con la spesa io con la spesa, le ho sorriso e le ho detto "buon anno", pensando che chi ha sofferto come lei, ha sempre piacere a sentirsi augurare un futuro che sia buono, che non sia doloroso. E lei si è aperta in un bel sorriso e mi ha detto "buon anno anche a te"
A te... In quel "tu" ho capito che c'erano tutti gli anni in cui ci siamo incrociate e viste e guardate e riconosciute al ristorante, al supermercato, per strada in questo fazzoletto di quartiere, lei con i segni del suo dolore io con i miei.
E ho capito che la gentilezza non è mai invasiva, che i sorrisi che vengono dal cuore possono solo che far bene al cuore di chi li riceve.
E dunque buon anno ad Athina Cenci, buon anno al mio quartiere così garbato e buon anno a tutti.
ac :)